È ufficialmente in corso trattativa per la conformazione di una nuova maggioranza, lo ha reso noto il Presidente della Repubblica dopo due ore di riflessione che hanno succeduto la chiusura delle consultazioni, le quali hanno dato vita a un lungo confronto con i principali attori politici.
In sostanza, Mattarella si è trovato di fronte alle stesse alleanze che si erano tratteggiate sin dall'apertura della crisi: da un lato, i sostenitori del voto subito e, dall'altro, coloro che vorrebbero cercare di dar vita a un nuovo esecutivo. Questi possibili scenari sono stati oggetto di un profondo dibattito anche nel seno dell'opinione pubblica. Termini come 'inciucio', 'giochini di palazzo' e la dicotomia attacco-distacco dalla 'poltrona' hanno attecchito con molta forza sia sui social sia nei commenti televisivi delle ultime ore e, a dire il vero, l'esigenza di andare a votare subito sembra aver preso molta forza in una parte consistente dell'elettorato.
Un fattore che tende a rafforzare questa esigenza è la fragilità dell'eventuale governo giallorosso. Al di là dei Cinque e dei 10 punti con cui il PD e il M5S hanno aperto la trattativa e andando oltre il loro fronte comune contro Salvini, ci sono non poche perplessità intorno all'ipotesi di un governo che veda insieme due Partiti che si sono avversati, offesi e insultati a vicenda negli ultimi anni. Da 'mai con i Cinquestelle' oppure 'mai con il Partito di Bibbiano' alla trattativa per formare un nuovo esecutivo, le contraddizioni di questi ultimi giorni non passano inavvertite tra gli elettori, la stampa e gli altri partiti.
Un altro fattore che spinge alcuni a sollecitare il 'voto subito' è la correlazione tra il calo del M5S nei sondaggi e l'ascesa della Lega rispettivamente: una realtà che si è poi confermata alle europee di maggio quando il Carroccio ha ottenuto poco più del 34% dei consensi.
Al di là di tutto questo: della contraddizione rappresentata da un governo giallorosso, dell'aumento dei consensi per la Lega e dell'incontenibile desiderio di andare al voto subito, può il Parlamento cercare un'altra maggioranza? Si tratterebbe di un 'inciucio? Oppure sarebbe legittimo provarci? La risposta a questa domanda va oltre i desideri delle parti in gioco. Essendo il nostro un regime parlamentare, una volta caduto un governo la legislatura può e deve esaurire il tentativo di trovare una nuova maggioranza. La pretesa di formare un nuovo governo, dunque, è legale e legittima.
Nonostante alcuni attori politici sognino un regime presidenziale oppure agiscano in base alle dinamiche di un presidenzialismo, fino a prova contraria ci si trova in una repubblica parlamentare in cui i governi nascono e muoiono nelle aule fin quando la legislatura - eletta dal popolo - possa permetterselo. Piaccia o meno, sono queste le regole del gioco e nessun leader dovrebbe far finta di non saperle.
Estefano Tamburrini

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