Anche Odessa, la città sul Mar Nero ricca di storia e cultura, potrebbe finire sotto tiro a breve: la marina russa si starebbe preparando per lo sbarco, quattro navi di Mosca sono già al largo e l’attacco sarebbe questione di ore. Kiev resiste: non ci sono stati particolari avanzamenti delle truppe russe da nord ed oggi nel centro, in particolare attorno a Maidan, non sono rimbombate le esplosioni verificatesi nei dintorni i giorni precedenti. Ma la sensazione è che la calma della Capitale sia solo apparente, anche perché, non lontano da qui, i bombardamenti sono proseguiti incessanti. Ciò che è certo, in ogni caso, è che a una settimana dall’inizio della guerra quasi tutte le più importanti città del Paese sono ancora in mano ucraina e questo conferma le difficoltà inaspettate riscontrate dal Cremlino. E forse proprio per questo Putin ha alzato il tiro: non si attendeva una reazione così massiccia dell’esercito di Kiev e della popolazione civile e le sue dichiarazioni odierne evidenziano il nervosismo che si respira a Mosca.
Lo “zar” ipotizzava forse una guerra lampo ed invece deve mettere in conto i caduti civili fra gli ucraini e le numerose perdite fra i suoi soldati. Se da una parte, quindi, i risultati non sono in linea con gli obiettivi, dall’altra il rischio è che Putin aumenti ulteriormente la potenza di fuoco e che la carneficina possa crescere e non placarsi.



