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Perchè Tacere? Il futuro di Carpi e della sua Fondazione

Perchè Tacere? Il futuro di Carpi e della sua Fondazione

Ospiti di Radiamo i consiglieri di opposizione a Carpi Medici e Benatti: si parla dei nuovi vertici della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi


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Carpi, patto Diocesi-Pd sulla Fondazione e l'incognita del voto 2019. E' questo il tema della decima puntata di Perchè Tacere? la trasmissione de La Pressa in diretta Facebook e streaming video dagli studi di Radiamo, con la regia di Federico Orri, ogni giovedì sera a partire dalle 21. 

Con il consigliere di opposizione a Carpi Roberto Benatti e con la consigliere M5S di Carpi Monica Medici, giovedì sera (7 giugno) ci soffermeremo in particolare sulla nomina di Corrado Faglioni alla presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Ricordiamo che la società dell'ingegner Corrado Faglioni ha ricevuto numerosi incarichi da vescovado e Comuni di Carpi, Novi, Soliera.



'Si è conclusa la gara segreta per il comando della Fondazione Cassa di Risparmio. Che senso hanno delle elezioni in cui si presenta una sola lista di sette nomi per eleggere un Consiglio di sette persone? Chi ha scelto queste sette persone? A chi dovranno rispondere queste sette persone? Non certamente ai cittadini che in nessun modo diretto ed indiretto sono stati interpellati ed ascoltati per scegliere chi dovrà amministrare un patrimonio che ricordiamo essere unicamente  dei Carpigiani - aveva detto a riguardo il M5S -.
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La nostra Fondazione nasce dalle poche centinaia di Lire depositate a metà dell’800 da carpigiani,  che hanno un nome e cognome, che sono i bisnonni e trisnonni di tanti carpigiani, quindi occorrerebbe un maggior rispetto e trasparenza nella gestione dell’unico patrimonio finanziario comune della città che ammonta a quasi 300 milioni di euro'.

'Il presidente designato è un noto progettista locale che lavora per Diocesi e Comune, anche in affidamento diretto; e un altro dei designati al CDA è nelle stesse condizioni - aveva detto Benatti riferendosi a Faglioni -. Se i vertici della Fondazione sono nominati direttamente dai democristiani del Comune e dalla Diocesi, con accordi nelle segrete stanze, logiche di lottizzazione da prima Repubblica e bracci di ferro da congresso del PD e da primarie per il nuovo Sindaco di Carpi - il tutto alla faccia dell'autonomia della Fondazione - come pensiamo che chi esce nominato da questi accordi possa poi lavorare e assegnare fondi in serenità? I partiti e i politici cosa dicono? Io parlo per me, e la mia è ovviamente una posizione personale. Appena ho sollevato il problema, il mio ex partito - su sollecitazione, pare, di figure vicine alla parte democristiana del Comune e alla Diocesi - mi ha subito attaccato con violenza.
Segno che ho colpito il punto giusto'.
Un dialogo in diretta senza filtri e senza rete al quale i lettori de La Pressa e gli ascoltatori di Radiamo potranno contribuire inviando domande e commenti via Facebook o whatsappp al 338 5888755.
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