'Sul settore dell'autotrasporto ricadono ormai da anni le inefficienze strutturali del Paese - continua Cinzia Franchini -. Costretti a fare i tempi con le rigidissime norme dei tempi di guida e riposo che vanno ovviamente adattate agli orari di apertura dei magazzini, obbligati a viaggiare su una rete autostradale obsoleta e tempestata di micro-cantieri aperti per tamponare l'emergenza, gravati da un sistema burocratico vetusto e barocco che impone divieti, come quello di oggi, completamente fuori dalla realtà, gli autotrasportati continuano a svolgere il proprio lavoro a servizio di altre categorie e continuando a calpestare non solo i propri diritti, ma anche la propria dignità. Ad aggravare questo quadro, la beffa rappresentata dal ruolo, puramente autoreferenziale, delle associazioni di categoria le quali, lungi dal rappresentare i bisogni del settore, sono scollegate dalla realtà e dai problemi degli associati e continuano viceversa a lavorare per mantenere i propri apparati, in primis attraverso il sistema del rimborso pedaggi e dei consorzi di servizi, e per cercare di intercettare, in questa chiave anche i fondi europei in arrivo. E allora, ancora una volta, agli autotrasportatori, tra le categorie fintamente osannate durante il periodo del primo lockdown, non resta che augurare buone ferie ai vacanzieri, ricordando che in un Paese civile i diritti dei lavoratori o sono di tutti o non sono più diritti'.
'Autotrasporto oggi stop per vacanzieri: lavoro è percorso a ostacoli'
Cinzia Franchini (Ruote Libere): 'In un Paese civile i diritti dei lavoratori o sono di tutti o non sono più diritti'
'Sul settore dell'autotrasporto ricadono ormai da anni le inefficienze strutturali del Paese - continua Cinzia Franchini -. Costretti a fare i tempi con le rigidissime norme dei tempi di guida e riposo che vanno ovviamente adattate agli orari di apertura dei magazzini, obbligati a viaggiare su una rete autostradale obsoleta e tempestata di micro-cantieri aperti per tamponare l'emergenza, gravati da un sistema burocratico vetusto e barocco che impone divieti, come quello di oggi, completamente fuori dalla realtà, gli autotrasportati continuano a svolgere il proprio lavoro a servizio di altre categorie e continuando a calpestare non solo i propri diritti, ma anche la propria dignità. Ad aggravare questo quadro, la beffa rappresentata dal ruolo, puramente autoreferenziale, delle associazioni di categoria le quali, lungi dal rappresentare i bisogni del settore, sono scollegate dalla realtà e dai problemi degli associati e continuano viceversa a lavorare per mantenere i propri apparati, in primis attraverso il sistema del rimborso pedaggi e dei consorzi di servizi, e per cercare di intercettare, in questa chiave anche i fondi europei in arrivo. E allora, ancora una volta, agli autotrasportatori, tra le categorie fintamente osannate durante il periodo del primo lockdown, non resta che augurare buone ferie ai vacanzieri, ricordando che in un Paese civile i diritti dei lavoratori o sono di tutti o non sono più diritti'.
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