'Il primo missile parte in Medio Oriente. Il secondo, puntuale, arriva direttamente alle pompe di carburante italiane. Ormai il copione è sempre lo stesso: basta una crisi internazionale, una nuova tensione tra Stati Uniti e Iran o il rischio di blocco dello Stretto di Hormuz perché il prezzo del gasolio aumenti nel giro di poche ore. Quando invece il petrolio torna a scendere, i ribassi si fermano misteriosamente lungo la strada'. È quanto denuncia Ruote Libere, commentando l'ennesima impennata del costo del gasolio registrata negli ultimi giorni.
'Ci viene continuamente ripetuto che è il mercato a determinare i prezzi. Eppure il mercato sembra funzionare in una sola direzione: quella degli aumenti. Se il greggio sale di pochi dollari, il prezzo alla pompa viene aggiornato immediatamente. Se invece perde decine di dollari al barile, i listini restano praticamente immutati. Ormai è una dinamica che si ripete da anni e che alimenta più di un dubbio sulla reale trasparenza del sistema'. Secondo l'associazione, i numeri parlano da soli.
'Siamo già tornati in moltissime zone del Paese, da Modena a Padova, da Lucca Latina, abbondantemente sopra i 2 euro al litro per il gasolio, come testimoniamo le fotografie dei nostri associati, nonostante il petrolio si mantenga intorno agli 85 dollari al barile, valori ben lontani dai picchi storici del passato.
Eppure i prezzi praticati ai distributori sembrano quelli delle fasi di massima emergenza'.
'Abbiamo registrato cambi di prezzo anche nel corso della stessa giornata e ricevuto segnalazioni di impianti nei quali il prezzo indicato sul tabellone esterno risulta inferiore a quello effettivamente praticato alla colonnina. Se confermati, sono episodi gravissimi che dimostrano come il mercato dei carburanti continui ad avere zone d'ombra che nessuno sembra voler affrontare'. L'associazione punta il dito contro il Governo. 'Alle promesse non sono mai seguiti i fatti. Si era parlato di riduzione delle accise e di interventi per contenere il costo del carburante. In realtà siamo tornati alle accise piene, dopo gli aumenti introdotti a inizio anno per il gasolio, mentre lo Stato continua a incassare sempre di più grazie alle accise a all'IVA che cresce automaticamente ogni volta che aumenta il prezzo del carburante'.
'C'è ancora chi pensa che gli autotrasportatori riescano semplicemente a scaricare gli aumenti del gasolio sui propri clienti. È un'affermazione che dimostra di non conoscere il settore. Nella maggior parte dei casi le tariffe sono già definite, la concorrenza è feroce e gli aumenti del carburante vengono assorbiti direttamente dalle imprese.
Infine l'affondo nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 'Non ci sono ormai più parole per descrivere l'operato del ministro Matteo Salvini sul fronte dell'autotrasporto. Il settore continua a essere lasciato solo mentre aumentano carburanti, costi operativi, pedaggi e burocrazia e illegalità. Le promesse si sono trasformate nell'ennesima delusione. È difficile non considerare quello attuale uno dei peggiori mandati degli ultimi anni per chi vive e lavora nel mondo del trasporto su strada. Un giudizio che, peraltro, non appartiene soltanto a Ruote Libere, ma trova riscontro anche nel calo di consenso personale registrato dal ministro nelle più recenti rilevazioni demoscopiche'.
'In Italia il petrolio è l'unica materia prima che fa guadagnare sempre gli stessi: quando sale festeggiano i petrolieri, quando scende festeggiano ancora i petrolieri.



