La proposta rientra nelle iniziative dalla Conferenza episcopale italiana nelle diocesi in occasione dell’Anno Santo 2025.
Sono intervenuti monsignor Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi; Simona Roversi, direttrice dell’Ufficio diocesano beni culturali ecclesiastici; don Federico Manicardi, collaboratore Ufficio diocesano beni culturali ecclesiastici; Luigia Paolino e Vittoria Maiocco, rispettivamente preside e docente dell’Istituto di istruzione superiore “Adolfo Venturi”.
Nel suo intervento monsignor Castellucci ha ringraziato l’Ufficio diocesano Beni culturali e gli studenti e i docenti dell’Istituto Venturi per aver affrontato il tema della speranza con «grande passione e competenza», modellandolo «in tante forme, compresa la danza, facendoci capire che sperare è ancora possibile, anzi è l’unica alternativa al male e al dolore».
L’arcivescovo ha inoltre ricordato la «coraggiosa decisione di papa Francesco di dare all'Anno Santo in corso il titolo di 'Giubileo della Speranza'» in un tempo in cui «prevalgono a tutti i livelli, disillusione e disperazione: proprio il contrario della speranza».
Monsignor Castellucci ha aggiunto che «per credenti e non credenti, la visione delle opere realizzate e messe in campo sarà un esercizio spirituale».
Simona Roversi ha osservato che «le opere degli alunni di terza del corso di figurativo saranno esposte ai Musei del Duomo e al Museo Benedettino e diocesano di Nonantola insieme a quelle antiche, provenienti da chiese e istituti culturali diocesani. L’esposizione sarà divisa in tre sezioni, ciascuna di esse ispirata a una parola chiave: banchetto, come dono dell’Eucaristia; croce, che è il dono della vita di Gesù; giardino, che richiama il dono della creazione.
Inoltre, le opere realizzate dalla classe terza di Design della ceramica, raffigurante un “albero peridexion” verranno esibite nel giardino dei Musei del Duomo».
Vi sarà inoltre una performance artistica curata dagli studenti. La proposta unisce teatro e danza ed è frutto di un laboratorio sulla comunicazione corporea a cui hanno partecipato i ragazzi del percorso professionale.
Don Federico Manicardi ha commentato che «l’approccio con cui gli alunni hanno esplorato architetture, luoghi, spazi e forme, ha offerto loro nuove chiavi di lettura e l’opportunità di confrontarsi con la propria storia e con quella del territorio in cui vivono».
Gli esiti del percorso sono valorizzati anche dalla preside Paolino e dalla docente Maiocco. «Ci rassicura vedere come la scuola risponde al bisogno di comunità e riflessione in una società piena di paure e contraddizioni», hanno comentato descrivendo il lavoro «collaborativo e amorevole di studenti e professori, che si sono messi in gioco per dare forma a opere grafiche, pittoriche, scultoree e di danza».
Il lavoro realizzato dagli studenti dell’Istituto Venturi - opere pittoriche e scultoree, performance teatrali e materiali grafico-pittorici – sarà presentato in diversi momenti e iniziative le cui date saranno comunicate nei prossimi giorni.


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