'L'acquisto del cavallo di ferro fatto dall'imprenditore ceramico Lucchese ha tagliato corto con la proposta demenziale fatta dal Pd e dallo stralunato assessore vicesindaco (con la sua nomina si è rischiato il fondo del barile, sottolineo) Cavazza che di idee, per fortuna, ne ha poche ma macinando quelle poche fa comunque danno'. Così Roberto Vezzelli, ex presidente Legacoop, sulla conclusione delle vicenda del cavallo di Paladino, acquistato dal patron della Florim.
'Si è evitata l'ennesima polemica già pronta e cucinata per causa di una giunta in stato confusionale e si è evitato di dare una soddisfazione economica ad un gallerista che, a parte fare i propri giusti e legittimi interessi, per la città non risulta abbia mai fatto nulla se non dietro compenso - afferma Vezzelli -. Il noto cavallo ferreo, a mia memoria, fu posizionato in largo Manifattura al tempo della fallimentare mostra Il manichino della storia, generosamente sostenuta dal Comune di Modena con grande sponsor il sindaco duca, che con l'arte ha ben poco da spartire, in cui molte opere esposte e quindi economicamente valorizzate erano dello stesso gallerista e del noto chef stellato locale, in ottimi rapporti col medesimo duca. In questa cornice, sostenere che il comodato gratuito del cavallo sia stato un sacrificio fa sorridere e fa pensare il.contrario, che la sua visibilità ne abbia aumentato il valore e la possibilità di vendita'.
'Cavallo di Paladino, archiviata la demenziale proposta del Pd'
Il noto cavallo ferreo fu posizionato in largo Manifattura al tempo della fallimentare mostra Il manichino della storia, generosamente sostenuta dal Comune
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