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Diagnosi dell’ictus ischemico: nuovo software all’Ospedale Baggiovara

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Baggiovara è il primo ospedale in Italia dove è stato installato questo software sviluppato negli Stati Uniti in grado di valutare l’area colpita dall’ictus  


Diagnosi dell’ictus ischemico: nuovo software all’Ospedale Baggiovara

È stato installato per la prima volta in Italia presso l’Ospedale Civile di Baggiovara un innovativo software all’avanguardia nella diagnosi dell’ictus ischemico in fase acuta che utilizza la metodica TC o RM. Il software denominato RAPID è stato ideato presso la Stanford University, commercializzato da iSchemia View, California, installato al momento in circa 350 ospedali in tutto il mondo.

Tramite un particolare algoritmo, il software è in grado di distinguere in maniera automatica sia l’area cerebrale colpita da ischemia (il cosiddetto core ischemico) da quella ipoperfusa ma ancora salvabile se il paziente viene trattato con le terapie della fase acuta: trombolisi endovenosa (cioè lo scioglimento del trombo per via farmacologica) e/o trombectomia meccanica (cioè l’asportazione di un trombo che occlude un vaso arterioso o venoso). Il software è attivo a Baggiovara da aprile sia associato alla TC sia associato alla RM e sino ad ora ha permesso di valutare più di 100 pazienti. Ogni anno sono circa 600 i pazienti ricoverati nella Stroke Unit dell’Ospedale Civile. Di questi circa 200 pazienti con ictus ischemico sono stati trattati con trombolisi endovenosa e circa 100 con trombectomia meccanica. Il 70% dei pazienti sottoposti a trombolisi è risultato autonomo a 3 mesi dall’ictus (scala mRS 0-2).

Questo software – ha spiegato il dottor Andrea Zini, Responsabile della Stroke Unit dell’Ospedale Civile - è stato utilizzato nei principali trial clinici che hanno dimostrato l’efficacia della trombectomia meccanica nell’ictus ischemico acuto nella finestra terapeutica 0-6 ore dall’esordio (SWIFT PRIMA e EXTEND IA) così come nei recenti trial DEFUSE 3 e DAWN nei pazienti al risveglio o non databili nella finestra 6-24 ore. I risultati hanno permesso di selezionare al meglio i pazienti candidati alla trombectomia meccanica tramite l’utilizzo delle neuroimmagini” L’installazione del software RAPID è stata possibile grazie a un finanziamento all’interno del progetto vincitore del bando del Ministero della Salute Giovani Ricercatori 'La terapia endovascolare nell’ictus ischemico acuto: studio osservazionale prospettico su un modello organizzativo interprovinciale hub and spoke”, coordinato proprio dal dottor Zini. Obiettivo del progetto, attivato in seno al Dipartimento Integrato di Neuroscienze diretto dal prof. Paolo Frigio Nichelli è la realizzazione di una rete interprovinciale tra Modena e Reggio Emilia con Hub per la trombectomia meccanica all’Ospedale di Baggiovara. “Questo software – conclude il dottor Zini – consente una più efficace selezione del paziente candidato alla trombolisi e soprattutto all’invio in sala angiografica per un trattamento di trombectomia meccanica ove sono presenti neuroradiologi interventisti, neurologi interventisti della Stroke Unit, personale infermieristico e tecnico della Neuroradiologia e con l’importante presenza e collaborazione degli anestesisti e neurorianimatori diretti dalla Dr.ssa Elisabetta Bertellini”.

Il software è stato installato direttamente su tutte le apparecchiature di Risonanza Magnetica e di TAC della Struttura Complessa di Neuroradiologia dirette dal dottor Stefano Vallone all’Ospedale di Baggiovara. “La terapia dell’ictus cerebrale viene eseguita in Europa e in particolare in Italia dal 2004 e sostanzialmente l’apertura dell’Ospedale di Baggiovara è coincisa con la possibilità di trattare l’ictus ischemico cerebrale – ha spiegato il dottor Stefano Vallone - Da anni in questo Ospedale vengono centralizzati i pazienti con ictus ischemico candidati a una terapia endovenosa e/o intra-arteriosa la TAC eseguita immediatamente all’arrivo del paziente consente di evidenziare la arteria cerebrale occlusa e la estensione del tessuto cerebrale sofferente ma ancora <<vivo>> e quindi recuperabile. La risonanza magnetica fornisce informazioni simili, ma viene impiegata principalmente in casi di ictus del circolo posteriore, in cui la TAC è meno precisa”.

Il nuovo software Rapid, che può essere utilizzato sia elaborando le immagini della TAC che della risonanza magnetica, fornisce in tempi brevissimi informazioni dettagliate sulla estensione della occlusione arteriosa e sullo stato di sofferenza cerebrale, consentendo la migliore terapia, con farmaci fibrinolitici iniettati per via endovenosa e/o con trombectomia per via intra-arteriosa. “Il lavoro di equipe tra neurologi e neuroradiologi permette di valutare caso per caso la terapia più efficace, anche combinando le due terapie; in caso di trattamento intra-arterioso, la trombectomia viene eseguita su un angiografo biplano di ultima generazione, ad alta definizione”. Ha concluso Vallone.

Il software funziona grazie al lavoro di integrazione che è stato messo a punto dal Servizio di Ingegneria Clinica Interaziendale (diretto dall’Ing. Massimo Garagnani) e dal Servizio Tecnologie dell’Informazione (diretto dall’Ing. Mario Lugli) con il sistema di visualizzazione immagini radiologiche RIS-PACS che consente ai neurologi e neuroradiologi coinvolti nel percorso ictus visionare le immagini anche dal PC di casa o da tablet o smartphone attraverso una sicura procedura criptata (Synapse Mobility).

Nella foto di gruppo: Luca Verganti, neuroradiologo, Maria Luisa Cervi, capotecnico Neuroradiologia, Gabriele Zelent, neuroradiologo, Guido Bigliardi, neurologo Stroke Unit, Stefano Vallone, Direttore Neuradiologia, Andrea Zini, Responsabile Stroke Unit



Redazione La Pressa
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