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Da Aec al Mata, da Trc ad Hera: Muzzarelli risponde a tutto

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Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli risponde a tutte le domande poste da La Pressa che evitò nel confronto pubblico di tre settimane fa. Ecco le risposte


Da Aec al Mata, da Trc ad Hera: Muzzarelli risponde a tutto

'Egregio dottor Leonelli, all’iniziativa di presentazione del  libro di Paolo Cristoni ero stato invitato per fare un intervento, non per partecipare a una tavola rotonda, tant’è vero che non ero al tavolo dei relatori. L’oggetto dell’appuntamento era un libro sulla storia e il ruolo del PSI e non un’intervista a 360 gradi al sindaco e io non sono abituato ad andare in casa d’altri a cambiare la carte in tavola e a sostituirmi ai padroni di casa. Ho letto le domande, e le invio le risposte (insieme alle domande che anch’io credo di avere il diritto di fare a tanti miei critici)'.

Così il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli ritorna con un intervento inviato al nostro quotidiano all'incontro del 15 settembre scorso, quando - durante un momento pubblico di presentazione di un libro scritto dall'ex parlamentare Psi Paolo Cristoni e dal direttore de La Pressa Giuseppe Leonelli - si rifiutò di rispondere alle domande leggendo un intervento già preparato.


Noi allora pubblicammo le domande che avremmo voluto rivolgere al primo cittadino.
Oggi a tutti quei quesiti il sindaco ha deciso di rispondere con un intervento scritto puntuale e preciso e noi volentieri ospitiamo le risposte insieme alle domande di allora.

Lei sindaco, ex consigliere regionale, ex assessore regionale, pensa che il Pd debba fare autocritica rispetto a '70 anni di governo a Modena?
Per benessere, lavoro e qualità della vita Modena si colloca ancora e sempre fra le migliori città italiane. Merito prima di tutto dei modenesi, ma anche di chi ha governato la città. Ma in settant’anni il mondo è cambiato. Fenomeni come la crisi del clima e dell’ambiente o le migrazioni di massa sono novità epocali e non solo modenesi. Vogliamo imputarle a Triva e Bulgarelli o cerchiamo le risposte che sono possibili oggi?

Il Sistema Modena fatto di rapporti con precisi mondi economici e nomine ad hoc esiste? Va rivisto?
A Modena vige un sistema libero e democratico. Ci sono pluralismo politico, economico, sociale e dell’informazione. Non mi pare che le opposizioni siano silenti e che sulla stampa ci siano osanna per l’amministrazione. Chi ha governato Modena lo ha fatto vincendo le elezioni, non occupando il palazzo d’inverno, e non ha distribuito regalie e clientele alla Achille Lauro. Qualche tempo fa le ho inviato i dati degli appalti del Comune e della Provincia dal 2014 a metà 2018, dai quali emerge con tutta evidenza che le imprese che lei considera polemicamente mie amiche non hanno avuto alcun favore, anzi. E’ troppo chiedere di stare ai fatti e ai numeri?

Non crede sia il tempo di aprire davvero le porte dell'amministrazione?
Prima di tutto vorrei capire in faccia a chi le abbiamo chiuse, le porte. Non mi pare che ci siamo risparmiati incontri, assemblee, dibattiti. Dubito che in altri Consigli Comunali si lavori e si discuta tanto come a Modena. Faccia una verifica, sarebbe molto interessante. E provi anche a comparare cosa sta accadendo nelle nomine del governo giallo-verde. Spero che non sia quello l’esempio. Se poi, con questa osservazione, si intende dire che per dimostrare che siamo aperti dovremmo fare ciò che propone l’opposizione e non quello che riteniamo giusto, allora dobbiamo ripassare l’ABC della democrazia. Lo dico a ragion veduta, perché quando ho detto ai Cinquestelle che su “Morane - Vaciglio” tocca a loro presentare in Consiglio la delibera per risarcimenti e indennizzi alle imprese, mi sono sentito rispondere che dovremmo farlo noi per conto loro. Dovremmo fare noi il loro mestiere.

Che giudizio dà delle politiche culturali modenesi? E' normale che della direttrice della Fondazione Modena Arti Visive non si sappia nulla? Sul San Filippo Neri non crede fosse giusto ascoltare le critiche di Tesauro?
Troppe domande in una fanno confusione. La politica culturale di Modena comprende il Festivalfilosofia, l’ERT e i teatri, le celebrazioni di Pavarotti, il circuito cinema, i contributi a iniziative diffuse e associazioni, grandi e irripetibili eventi come Vasco e, soprattutto, alcuni progetti strategici come il parco della creatività all’ex AMCM e il polo culturale Sant’Agostino-Estense. Sul San Filippo Neri vorrei ricordare che Tesauro l’ho nominato io e che dopo le sue dimissioni ho affidato alla nuova presidente il compito di chiarire e risolvere i problemi che lui ha sollevato ma non affrontato.

Che rapporti ha lei oggi con aziende come la AeC o come la Cmb che finanziarono la sua campagna elettorale? Sua moglie siede ancora nel collegio revisori AeC?
Mia moglie non ha bisogno del mio aiuto e merita rispetto. E’ una libera professionista conosciuta e apprezzata, insegna all’Università, lavorava prima e lavora dopo avermi conosciuto. E tutto è trasparente. I miei rapporti con le aziende che hanno contribuito alla mia campagna elettorale sono uguali a quelli con le altre che non l’hanno fatto. Io non sono in vendita. Se qualcuno può provare il contrario, lo faccia. Oppure la smetta con le illazioni.

Era giusto affidare un incarico da 800mila euro alla società dell'ex ribelle Marco Miana (oggi tornato fedelissimo Pd) per la gestione dei Giardini del Gusto?
I Giardini del Gusto furono un’iniziativa della Camera di Commercio, non del Comune. Quel che conta è che le iniziative legate all’EXPO sono state il trampolino di rilancio del turismo a Modena, e i risultati parlano da soli. Quanto alle opinioni politiche di Miana chiedete a lui.

Era giusto prendere in affitto con soldi pubblici la sede del Mata da aziende che finanziarono la sua campagna elettorale?
Pensare che l’affitto del MATA risolva i problemi di quelle aziende è, direi, quasi ridicolo. Abbiamo badato al merito: la posizione, la qualità degli spazi, le esigenze delle mostre. Dovevamo scegliere una location inidonea?

Lei che era Bersaniano e che poi è passato a Renzi e che ora riabbraccia Bersani, non si sente un po' in difficoltà rispetto al tema della coerenza?
Io sono coerente con le mie radici, la mia storia e i miei ideali. Sono un uomo libero. E cerco di fare politica, scegliendo le posizioni che in un dato momento mi sembrano più efficaci. Io sono amico di Renzi e di Bersani, discuto con tutti e due, e se fosse stato per me avremmo evitato le rotture. Oggi poi mi pare evidente che bisogna ricucire.

Come valuta il pluralismo informativo locale? Non esiste a suo avviso un problema rispetto al rapporto che lega Trc, edita da Alleanza 3.0 e l'amministrazione comunale a dispetto, ad esempio, dell'altra tv locale presente a Modena?
A Modena ci sono il Resto del Carlino, la Gazzetta, la Pressa, TV Qui… ci sono le reti nazionali e oggi c’è il web. Come si fa a porre un tema di pluralismo dell’informazione? Ma di cosa stiamo parlando? E Alleanza 3.0 fa le sue scelte editoriali in piena autonomia e seguendo i suoi interessi come ogni altro editore. Le televisioni non può possederle solo Berlusconi.

Che rapporto ha oggi con la sua ex avversaria storica Francesca Maletti?
I miei avversari stanno da un’altra parte. E credo che io e Francesca stiamo dando un contributo al buon governo di Modena.

Quanto la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena è vincolata nelle scelte e quanto ha inciso il sindaco nella nomina dell'intero Cdi?
La Fondazione è autonoma e io ho fatto le nomine di mia competenza, seguendo le procedure trasparenti decise dal Consiglio. Altri hanno fatto le loro. Se poi fra l’amministrazione comunale e il consiglio della Fondazione ci sono sintonie e convergenze sulle scelte fondamentali credo che sia un bene per Modena.

Le pare normale avere affidato con un contratto pluridecennale, potenziato di recente, a una società privata, Modena Parcheggi, l'intera gestione della sosta cittadina?
Modena Parcheggi ha partecipato a una gara e realizzato un intervento utile per la città e il servizio è regolato e controllato dal pubblico. Però chi investe ha diritto di recuperare il capitale investito e di vederselo remunerato. Cosa dovremmo fare, un esproprio proletario?

E' possibile rinegoziare il rapporto con Hera rendendo l'inceneritore di Modena funzionale solo allo smaltimento della indifferenziata modenese (120mila tonnellate annue contro le attuali 240mila bruciate)?
C’è un piano regionale e di bacino e c’è un servizio di smaltimento che ci consente di non esportare a costi esorbitanti i nostri rifiuti e che, piaccia o no ai cultori della paura, tutela l’ambiente e la salute dei cittadini. Dove ci porterebbe il fai da te? Cosa succederà con la decisione della grillina Imola di chiudere la discarica a prescindere? Noi stiamo spingendo sulla raccolta differenziata, ma una cosa è cambiare per ridurre l’indifferenziato, altra cosa è fare demagogia.



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