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Modena, la Lega cambia faccia: Pelloni e Bertolini volti del new deal

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Rivoluzione imposta da Giorgetti e caratterizzata da nuove parole d'ordine. Non più identità e autosufficienza ma competenza ed esperienza


Modena, la Lega cambia faccia: Pelloni e Bertolini volti del new deal
In fondo l'essere andata a sbattere clamorosamente alle amministrative di questa primavera era un passo falso necessario per la Lega di Modena. Forse il non raggiungere nemmeno il ballottaggio da parte di Stefano Prampolini contro Giancarlo Muzzarelli, nonostante le ripetute visite di Matteo Salvini, era una battuta d'arresto utile per cambiare definitivamente passo. Una caduta indispensabile per poter prendere atto della inadeguata gestione dell'asse Luca Bagnoli-Stefano Bargi-Stefano Vernole e dell'eccessivo ruolo affidato al circolo culturale di estrema destra La Terra dei Padri (trasformato nella campagna elettorale di Stefano Prampolini nel solo pensatoio leghista). Sia chiaro, gestione quella del trio Bagnoli-Bargi-Vernole, magari corretta e adeguata per un partito dal 5-6 per cento, ma non all'altezza di un movimento che anche a Modena vale il 30 per cento dell'elettorato. Come dimostra del resto il trattamente umanamente incomprensibile riservato all'ex militante Stefano Soranna.

Ecco allora che dalle ceneri delle amministrative la Lega di Modena è risorta con un new deal imposto da Roma (in particolare da Giancarlo Giorgetti) e caratterizzato da nuove parole d'ordine. Non più identità e autosufficienza ma competenza ed esperienza. Solo così si possono interpretare infatti le scelte compiute sulla lista di Modena. Da una parte l'introduzione - imposta dal Nazionale - di figure di spessore come quelle di Isabella Bertolini e Simone Pelloni, dall'altra l'esclusione di tutti gli esponenti leghisti della città (a partire dal capogruppo Antonio Baldini e passando per la consigliera Beatrice De Maio).

Salvini ha dato la nuova linea e consegnato virtualmente le chiavi del partito di Modena (e vista la parabola calante di Gianluca Vinci anche della Regione Emilia Romagna) alla esperienza di una storica e apprezzata parlamentare di centrodestra, la Bertolini, e di un sindaco di una città chiave della provincia, Pelloni. Resta da vedere se gli elettori con le preferenze completeranno la staffetta già segnata. Sullo sfondo ovviamente il ruolo di Stefano Bargi, capogruppo regionale uscente e al momento ancora commissario regionale, il quale proverà a far valere il proprio ruolo anche in termini di preferenze ma che difficilmente potrà trovare sponde fuori da Sassuolo e dal distretto ceramico. Al suo fianco tra i componenti della lista resta solo la carpigiana Federica Boccaletti, mentre gli altri candidati, Simona Magnani e Cristina Girotti Zirotti su tutti, guardano decisamente al nuovo corso bertoliniano. A completare il quadro Roberto Garuti e Roberto Lodi (unico assente nella foto scattata pochi giorni fa di Salvini coi candidati), due candidature espressioni del territorio della Bassa e vicine al deputato Guglielmo Golinelli, chiamatosi fuori all'ultimo momento dalla lista e per ora osservatore del passaggio di consegne in atto.

Eli Gold


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Dietro allo pseudonimo 'Eli Gold' un noto personaggio modenese che racconterà una Modena senza filtri. La responsabilità di quanto pubblicato da 'Eli' ricade solo sul dirett..   Continua >>



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