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Modena, settimana complicata per il sindaco Muzzarelli

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Altro che città smart, green, sicura, pulita,  attrattiva e accogliente, come continua ad affermare Muzzarelli con slogan dal sapore elettoralistico



Non era bastata la sua improvvida apparizione ad una festa nella quale la gente ballava senza mascherine e senza distanziamento, che qualcuno ha poi riferito ai giornali; non era bastato l'episodio inquietante del topo morto servito sul vassoio di un paziente al Policlinico (di cui lui non è evidentemente responsabile) ma che ha gettato discredito sulla città in quanto le agenzie di stampa ne hanno dato notizia in tutta Italia; non era bastato infine il clamoroso video registrato da residenti di via Palestro nel quale si vede una coppia che fa l'amore in piedi in strada e in pieno giorno, filmato poi diffuso da una emittente televisiva cittadina e che, anche questo, ha fatto il giro d'Italia. Non è bastato tutto questo perchè si sono aggiunte altre grane per il sindaco e la giunta comunale.

Innanzi tutto l'escalation della malavita organizzata (soltanto temperata dalla notizia che il ministro degli Interni Lamorgese avrebbe finalmente elevato di fascia la nostra Questura e inviato altri agenti sia per Modena che per i Commissariati di Carpi, Sassuolo e Mirandola, richiesta giacente inascoltata da anni a Roma e sinora rimasta senza risposta), escalation che rende il territorio degradato, pericoloso e insicuro per la popolazione come testimoniano le cronache quotidiane che narrano di furti, rapine, scippi, aggressioni serali specie a danno di donne e questo ovunque in citta, come è successo l'altro giorno ad un passante in via Berengario che si è visto dare una bottigliata in testa per avere reagito alla richiesta di consegna del portafogli, oppure il fermo di un pusher in pieno centro perchè trovato in possesso di dosi di hashish destinate alla vendita.
Oppure ancora la 'scoperta' di una tendopoli, di cui i servizi sociali del Comune e la polizia municipale erano all'oscuro, dietro il cimitero di San Cataldo, smascherata solo grazie ai vigili del fuoco intervenuti sul posto per domare un incendio che era scoppiato al suo interno. 'Fantasmi' che vivevano abusivamente in alloggi di fortuna, in assoluta povertà, in mezzo a sporcizia e degrado e merce rubata, rifugio notturno di senzatetto e immigrati clandestini. Scoperta che fa da pendant ad un altro insediamento edilizio abusivo scoperto in via Campestre. Oppure la denuncia fatta dai giornali e dai residenti nella zona esasperati dal degrado che avvolge la stazione piccola, l'elegante costruzione in stile liberty del 1932, che è covo di sbandati e drogati, un vero e proprio dormitorio di fortuna di senza tetto, che vivono in mezzo a sporcizia, rifiuti, siringhe, biciclette usate e merce accatastata frutto evidentemente di furti in case e negozi. Coi residenti disperati che hanno detto di avere fatto presente più volte in Comune questa situazione di degrado inaccettabile in piena città, senza tuttavia avere ottenuto sinora nessuna risposta e nessun intervento da parte di piazza Grande. Se non una conferenza stampa dell'altro giorno all'interno della stazione piccola dello stesso sindaco, immancabilmente immortalato dai fotografi allertati per l'occasione, nel corso della quale Muzzarelli ha promesso interventi 'fondamentali' sulla palazzina, al suo interno e nell'area circostante, interventi che saranno finanziati da fondi europei del Pnrr. E anche in questo caso c'è voluta la protesta della gente e del Comitato di cittadini residenti per smuovere gli uffici del Comune.

Conferenza stampa, questa, ripetuta dallo stesso sindaco Muzzarelli nell'androne del condominio R-Nord della Sacca (anche questa alla presenza degli immancabili fotografi) altro simbolo del degrado umano e ambientale che da anni è sistematicamente sulle cronache cittadine per essere uno dei luoghi più malfamati della città in cui spaccio, prostituzione, povertà, disagio sociale, emerginazione, sono di casa. Tutte apparizioni pubbliche queste del sindaco in prima persona (che ama evidentemente le 'luci della ribalta', non delegando mai i propri assessori a farlo) quasi a volere mettere le mani avanti di fronte alla crescente insoddisfazione dei cittadini modenesi, promettendo in qualunque circostanza interventi 'risolutivi' sulle questioni che si trascinano irrisolte da anni, come appunto gli ultimi 'casi' della Sacca e della stazione piccola.

Le minoranze in consiglio comunale sostengono che è mancata sinora una visione d'insieme sia degli interventi economici, chge quelli sul recupero di areee urbane dimenticate e abandonate al degtrado, oppure sul delicato tema della accertata allarmante presenza in città della mafia calabrese, come ha fatto la Dda, che ha inserito la nostra città tra quelle più esposte alla penetrazione della mafia calabrese, confermando del resto quello che era purtroppo emerso al processo Aemilia. Che va ad aggiungersi all'altro tipo di mafia altrettanto pericoloso come quella nigeriano che, come hanno affermato più volte le forze dell'ordine, ha il controllo a Modena dello spaccio di droga e della prostituzione.
Altro che città smart, green, sicura, pulita, attrattiva e accogliente, come continua ad affermare Muzzarelli con slogan dal sapore elettoralistico volti a convincere i modenesi che il loro malcontento, il loro disagio, le loro paure sono soltanto frutto di sensazioni e di percezione del pericolo, che in realtà non c'è.

Problemi che invece ci sono e restano in tutta la loro gravità, così come i problemi ambientali che si cerca invano di nascondere come il consumo del suolo dopo la selvaggia cementificazione di interi quartieri e zone destinate al verde o alla agricoltura e alla salvaguardia dell'habitat naturale e delle caratteristiche del nostro territorio dal punto di vista produttivo, culturale e storico e solo ora la giunta Muzzarelli, incalzata oltre che dai Comitati di protesta dei cittadini, anche dalle normative di legge italiane ed europee, cerca di correre ai ripari dopo i guasti al terrirorio inferti in settantanni di amministrazioni comunali a guida Pci e ora Pd che hanno distrutto inesorabilmente intere fasce di verde e di suolo col risultato di avere posto Modena tra le prime nella poco encomiabile classifica delle città più inquinate d'Italia. Come conferma la battaglia che sta conducendo da anni il coraggioso Comitato di cittadini 'respiriamo aria pulita' sorto alla Madonnina per denunciare la presenza sinora autorizzata dal Comune di una fonderia in mezzo alle case e vicino alle scuole, anche se c'è anche qui la 'promessa' di spostamento della fonmeria, cosi come la grave situasione del trasporto pubblico e della circolazione automobilistica urbana giunta quest'ultima al limite della saturazione con l'impennarsi dell'inquinamento atmosferico e con le strade principali come la via Emilia sia in direzione di Bologna che di Reggio, come la Giardini o la Nonantolana che in certe ore del giorno sono paralizzate. Un aumento vertiginoso della circolazione automobilistica e dei mezzi commerciali che ha provato l'inadeguatezza del sistema della viabilità e della 'mobilità sostenibile' (per usare un'altra frase propagandistica cara ai nostri amministratori) che si sono viceversa dimostrati impreparati ad affrontare anche questa emergenza.

Se Prodi fosse a Modena forse direbbe anche lui al Pd che “bisogna ascoltare di più la gente e i suoi problemi” e, aggiungiamo noi, avere più modestia e umiltà nei comportamenti, con meno passerelle propagandistiche fotografiche e televisive, meno parole inutili e meno annunci, proclami e promesse non mantenute, ma più fatti. Stile Draghi, insomma, che in casa Pd e in piazza Grande proprio non apprezzano.
Cesare Pradella


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Cesare Pradella
Cesare Pradella

Giornalista pubblicista, è stato per dieci anni corrispondente da Modena del Giornale diretto da Indro Montanelli, per vent'anni corrispondente da Carpi del Resto del Carlino, per ..   Continua >>


 

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