Vero, così come è vero quello che ha sottolineato anche ieri sera il sindaco Mezzetti all'incontro sulla sicurezza, e cioè che i soldi della Fondazione sono delle banche pur avendo finalità pubbliche, mentre quelli di Amo sono pubblici in senso stretto.
Eppure anche le affinità non mancano e non solo perchè i vertici della Fondazione - pur essendo ente privato - sono nominati in gran parte da enti pubblici, a partire dallo stesso Comune di Modena.
In entrambi i casi sono sparite centinaia di migliaia di euro: 515mila euro sottratti dal 2019 per quanto riguarda Amo, circa 2 milioni di euro (incredibilmente nemmeno la Fondazione sa la cifra precisa) dal 2020 (come spiegato dall'avvocato Enrico Fontana) per quanto riguarda la Fondazione di Modena. In entrambi i casi i soldi sono usciti attraverso bonifici tracciati. In entrambi i casi nessuno con responsabilità di vigilanza se ne è accorto. In entrambi i casi la colpa è stata imputata a un singolo dipendente infedele. In entrambi i casi parliamo di denaro che doveva essere usato per la collettività (per il trasporto pubblico nel caso di Amo, per le erogazioni sul territorio nel caso della Fondazione). Addirittura al vertice dell’Organismo di Vigilanza della Fondazione siede il professor Giulio Garuti, lo stesso professionista chiamato, con affidamento di incarico, a strutturare la dotazione del Modello 231 anche in Amo.
A fronte di queste numerose similitudini, stupisce quindi il modo completamente diverso con il quale i vertici dei due enti hanno reagito allo scandalo.
Amo dopo alcuni mesi ha visto il completo azzeramento dei propri vertici. L'amministratore unico Stefano Reggianini (già scaduto dalla carica) si è dimesso addirittura dal nuovo incarico di segretario Pd, l'ex direttore di Amo Alessandro Di Loreto si è dimesso dal nuovo incarico di assessore a Carpi, il direttore generale in carica, Daniele Berselli è stato cacciato dal nuovo amministratore unico Andrea Bosi ed è stato sostituito da Roberto Bolondi, stessa cosa per Vito Rosati che ha lasciato la poltrona di Revisore a Riccardo Bonetti.
E la Fondazione di Modena?
Una differenza in parte spiegata dal 'silenzio assordante' (per citare le parole del sindaco Massimo Mezzetti) che ha coperto il caso Fondazione per mesi a differenza del clamore sollevato dal caso Amo, ma che evidentemente deve essere giustificata anche con altri argomenti.
Giuseppe Leonelli
Nella foto da sinistra in alto: Berselli, Reggianini, Tiezzi, Benedetti, il cda della Fondazione e Giulio Garuti

