Perché è in quella immagine di quel camion che blocca dalle prime ore della mattina, non solo la circolazione a Pavullo ma il collegamento principale viario della montagna modenese con la pianura, che sta il motivo della rabbia soprattutto di chi in montagna ci vive e lavora. Ed è quell'immagine (che i rappresentanti dei comitati che si battono per rafforare l'ospedale di Pavullo hanno subito inviato alla dirigenza USL affinché si rivedano le scelte fatte sull'ospedale) che c'è il simbolo di ciò che questa mattina non ha funzionato. Dalla mancanza di un controllo che, come più volte richiesto e teoricamente previsto, bloccasse i mezzi pesanti diretti a Pavullo per evitare un esito già scritto., ovvero blocco della strada e circolazione in tilt. Ovvero, ciò che invece, nonostante l'allerta meteo lo specificasse soprattutto agli addetti ai lavori, si è puntualmente ripetuto. Con il blocco totale della circolazione nella parte sud della provincia, per un'intera giornata.
La precipitazioe nevosa, iniziata nella notte, si è intensificata intorno alle 9,30 quando i centimetri caduti, da Pavullo a Lama Mocogno, sono passati in due ore da 15 ai 40. Troppo per farvi fronte anche con i pochi mezzi attrezzati di Anas, Provincia e comune, soprattutto in mezzo ad un traffico che si intensificava. Messi per molti partiti fuori tempo e senza anticipare il lavoro, già dalla notte, con lo spargimento di sale. Anch'esso opportuno, visto il repentino, quando altrettanto previsto, crollo delle temperature. I mezzi pesanti fermi sulla Nuova Estense ed altri mezzi usciti di strada a causa della scarsa pulizia della carreggiata hanno creato il caos, durato per tutta la giornata. Fortunatamente senza gravi conseguenze anche per le persone uscite di strada. Pulmann scolastici in ritardo sia all'andata sia al ritorno in un pomeriggio che alle ore 16 vedeva ancora mezzi in coda e in certi tratti sparsi come birilli.



