Due gruppi criminali che costituivano l'organizzazione, uno con base a Modena costituito da sei soggetti Sinti residenti nei comuni di Novi di Modena e di Mirandola ed un gruppo di campani in molti casi legati ai primi da vincoli di parentela. L'organizzazione aveva definito un vero e proprio modello per la messa a sistema di una serie di furti seguiti dalla ricettazione e dall'invio all'estero dei mezzi rubati. Il gruppo campano ordinava a quello modenese la tipologia dei mezzi potenzialmente vendibili e il gruppo di Modena eseguiva una serie di accurati sopralluoghi nei box e nelle aree di aziende agricole dove venivano custoditi i mezzi. Per verificare l'esatta corrispondenza tra gli ordine del gruppo del sud e la disponibilità di mezzi 'da rubare' in aziende agricole della provincia. Sopralluoghi preventivi che si spingevano fino alla fotografia delle targhette di identificazione dei mezzi. Il tutto veniva inviato al gruppo campano che valutava la corrispondenza con le caratteristiche dei mezzi di cui c'era richiesta. Da qui l'eventuale via libera al furto. I mezzi rubati venivano temporaneamente custoditi in casolari di campagna abbandonati dove venivano poi prelevati dai mezzi attrezzati di proprietà dell' organizzazione campana attiva anche nel settore dell'autotrasporto. Fatti arrivare nel modenese. Contestualmente all'ordine di furto venivano prodotti i documenti falsi compresi i documenti di trasporto generati dalla acquisizione dei dati sulle targhette dei mezzi, al fine di risultare formalmente regolari nel caso di controlli.
I furti, in tutto una ventina quelli contestati per un valore di circa un milione, venivano organizzati prevalentemente di sera e di notte, approfittando dell'oscurità e della chiusura dell'attività lavorativa, in zone appartate con un raggio di azione esteso le campagne del modenese e del Reggiano e del Mantovano.
A seguito delle indagini, oltre ai 6 arrestati in esecuzione delle misure cautelari, sono state denunciate in stato di libertà per reati di furto aggravato, ricettazione e favoreggiamento altre 15 persone coinvolte a vario titolo nell'attività criminale. I particolari dell'operazione delle indagini, in corso da più di un anno, sono stati illustrati questa mattina in una conferenza stampa, dalle Dirigente del Commissatriato di Pubblica Sicurezza di Carpi, Paola Convertino.
Gi.Ga.



