I militari hanno individuato, nel territorio di Vignola, una piccola utilitaria con a bordo due giovani provenienti dall’area napoletana, sospettati di essere “emissari truffatori”, ovvero degli incaricati alla riscossione di denaro o gioielli presso le abitazioni delle vittime, indotte in errore da falsi carabinieri che prospettano falsi incidenti stradali occorsi a prossimi congiunti.
Dopo un prolungato servizio di osservazione e pedinamento in abiti civili, i militari hanno seguito i sospettati tra diversi comuni del modenese fino a Maranello, dove i due si sono avvicinati all’abitazione dell’anziana vittima. La donna, poco prima, era stata infatti contattata sul telefono fisso da una voce maschile che, fingendosi “Maresciallo dei Carabinieri”, le aveva riferito che il figlio era rimasto coinvolto in un grave incidente, convincendola a fornire il numero di cellulare del congiunto. Quest’ultimo era stato subito dopo contattato da altro complice che, con un pretesto, lo aveva indotto a recarsi presso la Stazione Carabinieri di Modena Tassoni, al fine di impedirgli di comunicare con la stessa madre.
Giunto in caserma, l’uomo ha compreso l’inganno ed ha immediatamente allertato la madre, neutralizzando così il tentativo di truffa. I due sospettati, che si erano già avvicinati nei pressi dell’abitazione, si sono quindi dati alla fuga ma sono stati presto intercettati, lungo la tangenziale Sassuolo–Modena, e lì bloccati in sicurezza, senza mettere a rischio altri utenti della strada.
Gli accertamenti successivi hanno consentito di raccogliere indizi a loro carico anche in relazione ad altri due tentativi di truffa commessi, nella stessa mattinata, nei comuni di Marano sul Panaro e Maranello, con analogo modus operandi, fondato su telefonate ingannevoli e simulazioni di emergenze familiari.
Oggi il Giudice Monocratico del Tribunale di Modena, dinnanzi al quale sono stati presentati gli imputati per il giudizio direttissimo, all’esito dell’interrogatorio convalidato l’arresto di entrambi gli imputati disponendo nei loro confronti la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza e della permanenza notturna in casa.



