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Mirandola, autoriciclaggio e falso in bilancio: in carcere imprenditore

Mirandola, autoriciclaggio e falso in bilancio: in carcere imprenditore

Nonostante fosse dal mese di agosto 2022 sottoposto a misura cautelare personale, continuava nella sua attività illecita


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Il 3 ottobre la Guardia di Finanza di Modena ha dato esecuzione ad una ordinanza emessa dal Tribunale di Modena che ha previsto l’aggravamento della misura cautelare – da arresti domiciliari a custodia cautelare in carcere – cui è sottoposto un noto imprenditore mirandolese, operante nel settore della somministrazione di manodopera, imputato dei delitti di indebite compensazioni di crediti inesistenti, dichiarazione fraudolenta, omesso versamento Iva e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposta, nonché di autoriciclaggio e falso in bilancio.
Detto aggravamento è stato disposto a seguito della valutazione delle prove acquisite nell’ambito di una attività investigativa coordinata da questa Procura e condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena, riferite al fatto che l’imprenditore, nonostante fosse dal mese di agosto 2022 sottoposto a misura cautelare personale, continuava, mediante l’indicazione nei bilanci di società a lui riconducibili, non realmente operative, di voci contabili per importi miliardari, a generare – sfruttando indebitamente alcune agevolazioni fiscali riconosciute dal Governo nel periodo della pandemia da Covid-19 – milioni di crediti di imposta inesistenti, che sono stati in parte utilizzati.
La reiterazione di condotte che configurano il reato di indebite compensazioni e l’accertata violazione del divieto di comunicazione cui l’imprenditore era tenuto durante gli arresti domiciliari, hanno determinato il Tribunale, su richiesta di questa Procura, a disporre l’aggravamento cautelare, attesa la necessità di interrompere le sue attività.

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