Ad esempio quella in cui il boss afferma che, 'poichè a Cutro si vociferava che volessero uccidere Ruggiero (reo di voler scoprire chi gli avesse ammazzato il fratello, ndr), andando al Nord (in Germania) andai a Brescello per avvisarlo'. Tuttavia dopo che l'omicidio annunciato si verificò, Grande Aracri non ritenne di dover partecipare al funerale della vittima.
L'imputato ha poi contestato le dichiarazioni della vedova di Ruggiero e della ex moglie del 'pentito' Antonio Valerio, entrambe ascoltate nei giorni scorsi. Con riferimento a quest'ultima dice: 'Non so se la devo querelare questa signora'.
Durissima la risposta del pubblico ministero che promette: 'Ogni volta che lei farà una denuncia, ci sarà una denuncia della Procura per calunnia, basta con questa strumentalizzazione'. Uno stop deciso al ripetersi di situazioni come quella dell'ultima testimone ascoltata dall'accusa, secondo Grande Aracri una 'menomata che non capiva nulla di quello di cui si parlava'. La quale, dopo aver appreso in aula di essere stata querelata dal boss, ha smesso di rispondere alle domande e confessato di sentirsi minacciata. Dichiarazioni che ha riportato nuovamente anche agli agenti delle Forze dell'ordine che l'hanno scortata nel viaggio di ritorno da Reggio Emilia in Calabria e che oggi la Procura ha depositato perchè siano messe agli atti.
Al boss il pubblico ministero ha infine rinnovato l'invito a collaborare con la giustizia che, dice Ronchi, 'resta sempre aperto'.



