Circa 100 persone hanno partecipato nella serata di giovedì 2 luglio al presidio cittadino al Parco Mandela di Reggio Emilia, organizzato dal comitato Modena Merita di Più insieme al gruppo Facebook Peggio Emilia, per richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza urbana e del degrado. Dopo l’assemblea pubblica del 20 maggio all’Hotel Posta, si tratta del secondo appuntamento nato dalla collaborazione tra i due comitati civici, uniti dalla volontà di dare voce ai cittadini che chiedono più sicurezza, più controllo del territorio e maggiore vivibilità nei quartieri. Il presidio si è aperto con un minuto di silenzio in memoria di Raffaele Stipa, il pizzaiolo ucciso a Reggio Emilia, in segno di raccoglimento e vicinanza ai familiari della vittima.
Nel corso dell’incontro numerosi cittadini hanno preso la parola raccontando la propria esperienza quotidiana. Tra i temi emersi con maggiore forza vi è stato il crescente senso di insicurezza percepito nel centro storico e in altre aree della città. In particolare, molte donne intervenute hanno espresso forte preoccupazione nel frequentare il centro nelle ore serali, raccontando di aver modificato le proprie abitudini per timore di episodi di violenza o degrado.
Un sentimento che, secondo diversi partecipanti, rappresenta un cambiamento significativo rispetto al passato.Tra le testimonianze raccolte, una donna ha raccontato di essersi recata nei giorni scorsi a Modena per trascorrere una serata nel centro storico, assistendo a una rissa tra gruppi di giovani. La partecipante ha spiegato di essersi profondamente spaventata e di aver maturato la decisione di non tornare a frequentare il centro di Modena per molto tempo.
Al termine della manifestazione, Deanna Tognoni, referente del gruppo Peggio Emilia, ha deposto un mazzo di fiori davanti alla pizzeria Yoghi, in ricordo di Raffaele Stipa e come gesto simbolico di vicinanza alla famiglia e ai colleghi della vittima.
Nel corso dell’iniziativa è intervenuto Mattia Meschieri, del comitato Modena Merita di Più: 'La sicurezza non è di destra o di sinistra: è un diritto di tutti. Basta strumentalizzare questo tema. La politica, sia locale sia nazionale, ha gravi responsabilità. Non possiamo accettare che chi delinque venga rimesso in libertà dopo pochissime ore. Basta anche con un’accoglienza senza controlli: arrivano tante persone che poi vengono abbandonate a se stesse e, per sopravvivere, finiscono per delinquere o cadono nella tossicodipendenza'.


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