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Sequestro da 8 milioni a Sarcone, e le indagini portano a Modena

Sequestro da 8 milioni a Sarcone, e le indagini portano a Modena

Una delle aziende del boss sarebbe quella gestita dal presunto omicida dell'imprenditore Raffaele Cavaliere. L'operazione dei Carabinieri di Modena e Crotone


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Nuovo 'colpo' ad una delle famiglie di riferimento della 'Ndrangheta emiliana. I carabinieri del reparto operativo di Modena, in collaborazione con i colleghi di Crotone, hanno eseguito un sequestro emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Emilia, su richiesta della Dda di Bologna, nei confronti di Carmine Sarcone e dei suoi fratelli Nicolino, Gianluigi e Giuseppe Grande: il primo, a gennaio, era stato arrestato a Cutro per associazione mafiosa, ritenuto il reggente della Cosca emiliana, mentre il secondo è considerato il capo del gruppo smantellato dalle operazioni 'Aemilia'.

    Il valore di beni, società e conti correnti sequestrati, in Italia, Romania e Bulgaria, è di 8 milioni. Dopo il fermo di Carmine, le indagini dirette dal procuratore Giuseppe Amato e dai pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi hanno fatto emergere la capacità del gruppo di infiltrarsi nel tessuto economico nazionale e estero attraverso la costituzione di società attive nei settori edile e immobiliare.  Tra queste spiccherebbe il caso ditta modenese, formalmente gestita da Pietro Ragazzo, il 50enne accusato di aver ucciso l’imprenditore Raffaele Cavaliere, il cui corpo è stato trovato senza vita a Castelfranco.  I militari anche in questo caso hanno apposto i sigilli. Secondo i pm il 50enne di Avellino avrebbe avuto il ruolo di prestanome per conto del boss


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