'Leggendo le notizie riportate sulla stampa di questi giorni sembra proprio che all’Aimag si sia verificato un miracolo: un utile in distribuzione di 7 milioni di euro vero e proprio ossigeno per i comuni sempre più soffocati dalla ristrettezza delle risorse a disposizione, ma anche per nulla disdicevole come remunerazione dei capitali privati presenti, quelli di Hera e delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Carpi e di Mirandola. Come si è realizzato questo salvifico miracolo, con un tempismo perfetto, proprio alla scadenza del Cda in un’azienda che i vertici rappresentavano come decotta nei due anni precedenti? Pare grazie all’abilità manageriale espressa dalla governance che adesso in toni trionfalistici declama le proprie capacità strategiche capaci di trasformare l’Aimag in un paradiso in terra per chi vi lavora, che trova nell’azienda livelli di sicurezza e possibilità di crescita professionale, oltre a un ambiente talmente sereno, da portare la Presidente ad azzardare l’ipotesi che questo abbia contribuito all’aumento delle nascite in famiglie con persone che lavorano in Aimag'. Così il Comitato Aimag per il territorio.
'Ovviamente siamo ben contenti di questo risultato ma, al di là dell’azzardo di questa ipotesi, occorre ricordare che all’Aimag gli ultimi anni non sono stati proprio tranquilli.
La governance aziendale stava svendendo (per dirla con un eufemismo) l’azienda al socio privato più consistente, cioè Hera, con un’operazione così sfacciata e mal costruita che si è avviato nel territorio, seppur con tutti i tentativi di sopirlo, un dibattito sul futuro dell’azienda, culminato con il blocco al progetto da parte della Corte dei Conti. Al riguardo va ricordato che questa governance, ora glorificata, era stata l’artefice di quel fantomatico piano di rafforzamento della partnership industriale con Hera poi bloccato dalla Corte dei Conti. Operazione della quale ora non si fa cenno sperando che cada nell’oblio delle cose passate. Va da sé che in una simile situazione sarebbe stata coerente la scelta del vertice aziendale di rassegnare le dimissioni nelle mani dell’assemblea, che avrebbe potuto anche rifiutarle, consentendo però, in ogni caso di salvaguardare l’immagine manageriale degli autori di quel clamoroso errore - continua il Comitato -. Poste queste considerazioni riteniamo che i risultati attuali siano dovuti non tanto all’azione di questo management, quanto, e soprattutto, al valore di chi lavora in Aimag che con la propria professionalità e tenacia ha consentito di arrivare all’oggi. Se di questo siamo contenti lo siamo anche per un altro fatto.'Ora siamo arrivati ad un nuovo patto di sindacato resosi necessario per l’intervento della Corte dei Conti. Patto che rappresenta certo un positivo passo avanti pur con i limiti che abbiamo già sottolineato e ai quali i comuni potrebbero in qualche modo porre rimedio attraverso adeguati meccanismi organizzativi. Ora ci si avvicina all’approvazione del bilancio e alla nomina del nuovo Cda che con i risultati economici declamati forse penserà di ricandidarsi, sperando che si abbracci l’oggi dimenticando tutti i limiti che ha manifestato e le narrazioni che ha diffuso nel corso dei tre anni nei quali ha guidato l’azienda.



