'È tutto il sistema dei piccoli esercizi commerciali che ha dovuto far fronte da oltre sei mesi di chiusura ad inimmaginabili conseguenze economiche. Bar e ristoranti si sono dovuti attrezzare prima per riaprire affrontando spese importanti per le prescrizioni anti Covid, per poi essere messe in ginocchio dalle chiusure forzate e dalla fallimentare misura dell’asporto; si perché in Appennino l‘asporto è impraticabile, troppi i chilometri da percorrere per la consegna a domicilio, e le misure dei ristori non hanno coperto che le spese fisse di gestione ed in alcuni casi nemmeno quelle - affermano Venturelli e Pasquali -. L’asporto per quei pochi che l’hanno attivato, perché posizionati in luoghi centrali, è servito soltanto per salvare le spese fisse. Questo è un momento drammatico, ma il dignitoso carattere delle persone, che gestiscono da generazioni queste attività, fa sì che non abbiano più neanche la forza di manifestare. Queste persone hanno perso gli incassi, si, ma noi stiamo perdendo un pezzo della nostra storia, del nostro presidio del territorio. Questi imprenditori sono allo stremo delle forze. Serve un’azione che vada oltre i ristori. Le banche devono tornare ad erogare prestiti, a tasso agevolato e a lungo termine, essere al fianco di questa imprenditoria e la politica deve attivarsi con misure speciali per questi luoghi come provvedimenti legati alla rottamazione delle imposte e ad un condono fiscale. Non si può più fare finta che in Appennino vada tutto bene perché non ci sono proteste, bisogna agire subito, perché alle attività storiche non subentrerà più nessuno e l’abbandono del presidio territoriale è ormai una certezza come testimoniano le diverse attività che stanno chiudendo'.
'Appennino, tante realtà economiche a un passo dal fallimento'
Forza Italia: 'Gli imprenditori sono allo stremo delle forze. Serve un'azione che vada oltre i ristori. Le banche devono tornare ad erogare prestiti'
'È tutto il sistema dei piccoli esercizi commerciali che ha dovuto far fronte da oltre sei mesi di chiusura ad inimmaginabili conseguenze economiche. Bar e ristoranti si sono dovuti attrezzare prima per riaprire affrontando spese importanti per le prescrizioni anti Covid, per poi essere messe in ginocchio dalle chiusure forzate e dalla fallimentare misura dell’asporto; si perché in Appennino l‘asporto è impraticabile, troppi i chilometri da percorrere per la consegna a domicilio, e le misure dei ristori non hanno coperto che le spese fisse di gestione ed in alcuni casi nemmeno quelle - affermano Venturelli e Pasquali -. L’asporto per quei pochi che l’hanno attivato, perché posizionati in luoghi centrali, è servito soltanto per salvare le spese fisse. Questo è un momento drammatico, ma il dignitoso carattere delle persone, che gestiscono da generazioni queste attività, fa sì che non abbiano più neanche la forza di manifestare. Queste persone hanno perso gli incassi, si, ma noi stiamo perdendo un pezzo della nostra storia, del nostro presidio del territorio. Questi imprenditori sono allo stremo delle forze. Serve un’azione che vada oltre i ristori. Le banche devono tornare ad erogare prestiti, a tasso agevolato e a lungo termine, essere al fianco di questa imprenditoria e la politica deve attivarsi con misure speciali per questi luoghi come provvedimenti legati alla rottamazione delle imposte e ad un condono fiscale. Non si può più fare finta che in Appennino vada tutto bene perché non ci sono proteste, bisogna agire subito, perché alle attività storiche non subentrerà più nessuno e l’abbandono del presidio territoriale è ormai una certezza come testimoniano le diverse attività che stanno chiudendo'.
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