Una storia quella dell'anziano sacerdote che è legata a doppio filo a Bastiglia, dove nacque il primo gennaio del 1927. Il padre morì il 16 aprile del 1945, durante i bombardamenti Alleati, a pochi giorni dalla Liberazione. Maturata sin dall'infanzia la vocazione sacerdotale, già nel settembre del '44 partecipò alla messa di battesimo di Vittorio Zucconi proprio a Bastiglia in una cappella di campagna, don Odorado fu cappellano a Camposanto e a Cavezzo, prima di divenire parroco a San Prospero e dal 24 giugno del '93 proprio a Bastiglia dove negli ultimi anni è stato affiancato da don Mario.
A Bastiglia continua ad essere un punto di riferimento per i fedeli, che ancora contatta al telefono per gli auguri in occasione di ogni compleanno, onomastico o ricorrenza, con una particolare attenzione per i più deboli della parrocchia. Un affetto sincero nei confronti di un sacerdote da tutti considerato buono e disponibile.
E la sua figura resta centrale nella storia recente di San Prospero.
Infatti fu proprio il giovane don Odoardo Ballestrazzi a incentivare la nascita della scuola media di San Prospero all'interno dei locali delle vecchie Elementari, all'indomani dell'alluvione del Secchia dell'aprile del 1960. Quell'istituto infatti, divenuto punto di riferimento per tanti alunni della Bassa, fu uno dei primi esperimenti a livello nazionale che portarono alla introduzione di una vera scuola dell'obbligo in Italia fino a 14 anni. Non solo, il nome stesso della scuola, Papa Giovanni XXIII - come spiega oggi il sacerdote - fu suggerito proprio da don Odoardo che qui insegnò religione per oltre 20 anni.


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