L’Ausl ha fatto sapere di avere immediatamente avviato l'iter per la segnalazione dell'intera dinamica dell’episodio alle forze dell’ordine per i seguiti di competenza, riportando le aggressioni subite dagli operatori e l’interruzione di pubblico servizi'. Ha inoltre espresso 'ferma condanna per le aggressioni verbali subite dagli operatori, e la vicinanza anche dell’Assessorato regionale alle Politiche per la Salute per la situazione di difficoltà vissuta'.
'I professionisti presenti - si legge in una nota dell'Azienda Sanitaria - hanno saputo gestire la complessità della situazione con grande competenza e fermezza, con il supporto determinante delle forze dell’ordine intervenute, garantendo l'assistenza a tutti i pazienti presenti in quel momento'
Cisl: violenza non giustificabile, ma è chiaro che al PS di Carpi ci sono carenza organizzative
'La violenza non è mai giustificabile, sia verbale che fisica, ma è chiaro che al Pronto soccorso di Carpi ci sono carenze organizzative che acuiscono il problema».
Lo afferma Alfonso Bracigliano, sindacalista della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale, dopo l’aggressione di ieri sera a infermieri e medici del Pronto soccorso dell’ospedale Ramazzini di Carpi.
«Il Ps di Carpi è il secondo in provincia per numero di accessi, che sono oltre 20 mila all’anno. Eppure è in sofferenza per l’inadeguatezza dei locali: ci sono, per esempio, spazi insufficienti per le barelle – accusa Bracigliano – Il personale è ridotto all’osso. Non mancano solo i medici, ma anche gli infermieri, operatori socio-sanitari e autisti per le ambulanze. Durante il periodo estivo i triagisti sono passati da tre a due. La struttura è stressata e non regge più i carichi di lavoro».
Quanto agli episodi di violenza, che si ripetono da tempo, per la Cisl Fp Emilia Centrale occorre modificare le regole d’ingaggio delle guardie giurate, garantendo la loro presenza fissa al Pronto soccorso e ripristinando i posti di polizia, non solo a Carpi, ma in tutti gli ospedali modenesi.


