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Carpi, così la grande distribuzione ha piegato i negozi del centro

Carpi, così la grande distribuzione ha piegato i negozi del centro

Ma quello della rarefazione degli esercizi tradizionali e storici del centro cittadino è solamente uno degli aspetti negativi che presenta oggi Carpi


2 minuti di lettura

A Carpi cominciano a scarseggiare i negozi di generi alimentari in centro storico, vittime sacrificali della presenza sempre più massiccia di iper, maxi e supermercati della grande distribuzione, presenza che sembra non arrestarsi viste le nuove maxi strutture in costruzione qua e là. Con evidenti effetti negativi sulla economia del centro cittadino sempre più povero, spogliato di negozi non solo alimentari che hanno abbassato desolatamente e definitivamente le saracinesche privando i residenti, specialmente gli anziani che faticano a muoversi, dei tradizionali esercizi commerciali che erano soliti frequentare. Ma anche effetti negativi per il tessuto economico del centro che è sempre meno vivo e vivace appunto perchè viene a mancare uno degli elementi caratterizzanti dei centri delle città: quello dei generi alimentari e dei prodotti tipici della tradizione alimentare, ma anche negozi con altre tipologie specifiche di mercato.

Il fenomeno è risaputo da tempo e motivo di discussioni, polemiche e lamentele da parte dei gestori che accusano il Comune di non averli ‘protetti’ dalla ‘calata’ degli iper e dei maxi magazzini alimentari e non, come ora conferma anche Confesercenti che, per bocca del suo direttore Massimiliano Siligardi, sostiene che il Comune deve intervenire con alcune misure, come il recupero e la
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riapertura dell’ex Mercato coperto di piazzale Ramazzini, chiuso da anni e favorire la riapertura di negozi nel frattempo chiusi, con misure vantaggiose per la categoria dei commercianti e dei gestori.

Questo della rarefazione degli esercizi tradizionali e storici del centro cittadino, con un conseguente depauperamento della storia e delle tradizioni antiche e un progressivo impoverimento della economi della città, è solamente uno degli aspetti negativi che presenta oggi Carpi, città che pare sempre più in crisi di identità, imbruttita anche nei rapporti sociali, trasandata e poco curata, insicura per l’incolumità dei cittadini, con atti di vandalismo, furti e spaccio spesso opera di bande di ragazzini italiani e stranieri, male illuminata, con lavori stradali infiniti che interessano le vie del centro come i viali periferici (via Roosevelt , “un disastro annunciato”, come è stato definito da qualcuno), via per Guastalla, via Cesare Battisti) e con mancati interventi (il bar del Teatro, altra “perla” della insipienza comunale) o altri discutibili come quelli sul Biscione, con parchi privi della necessaria manutenzione, con una lamentata mancanza di palestre per i ragazzi, nessun palazzetto dello sport e con una malavita sempre più aggressiva e dilagante non solo di sera ma anche di giorno e non
solo in Stazione.
Pur nel suo “grigiore” attuale, Carpi si merita forse qualcosa di più da chi ci governa dal “palazzo”.

Cesare Pradella
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Giornalista pubblicista, è stato per dieci anni corrispondente da Modena del Giornale diretto da Indro Montanelli, per vent'anni corrispondente da Carpi del Resto del Carlino, per cinque anni addetto...   

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