Se per la giunta Righi s’è ispirato ai governi tecnici di montiana memoria – cercando comunque personalità in grado di lavorare in autonomia senza caricarlo di inutili responsabilità, ma senza spessore politico né voti propri - non sarà così per il suo staff, che dovrà necessariamente avere una forte connotazione politica, in particolar modo legata al PD. PD che esce, piaccia o meno, fortemente ridimensionato da queste nomine. E che vede di fatto l’azzeramento della catena di comando dei Kalinka Boys, che nell’ultimo ventennio si sono spartiti tutto il potere e tutte le nomine, e che oggi invece sono rimasti alla finestra – e pure chiusa. Per questo Dalle Ave, da sempre l’‘intellettuale del gruppo’ e non proprio organico a quell’ambiente, potrà essere di grande aiuto al giovane architetto modenese, anche e soprattutto a ricucire gli strappi con certe frange del partito.
Con questa mossa Righi vuol anche mostrare di tagliare fin da subito il cordone ombelicale con il suo settimanale di riferimento - a tratti anche imbarazzante negli elogi sperticati per Righi, gli attacchi inconsulti ai suoi avversari interni e per i tentativi di indirizzarne talune scelte. Come i commenti al vetriolo sulla provenienza irpina di Giovanni Taurasi e le pagelle con le quali ha stroncato lo stesso Dalle Ave - forse per indirizzare la nomina dell’assessore Giuliano Albarani.
Dalle Ave prende il posto di Simone Tosi, portavoce di Alberto Bellelli: per entrambi non è ancora chiaro quale sarà il futuro politico.
Magath



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