Il parco, progettato dagli architetti dello studio MCA-Mario Cucinella Architects, è costato oltre un milione di euro. Misura più di centomila metri quadrati, nei quali trovano dimora 2'000 alberi e 3'000 arbusti – a contarli sul posto sembrerebbero molti meno, ma questi sono i numeri del sito del Comune. È incastonato fra il Polo universitario - le cui aule da settembre saranno utilizzate per il liceo Steam di Confindustria, visto il flop dei corsi di ingegneria specialistica – e le palazzine della nuova urbanizzazione fra via Tre Ponti e via Corbolani, oggetto di diverse polemiche negli anni passati. Tutte sedate con l’arrivo di Righi e la riconversione dell’associazione “Parco Lama” in “Viva Riccardo” – questa è ovviamente una battuta, ma neanche più di tanto.
Le intenzioni erano senz’altro buone. Ma come sempre le intenzioni si scontrano con l’evidenza di una macchina comunale che soddisfa le richieste della politica – tutta concentrata sulla spettacolarizzazione delle realizzazioni, sempre e comunque progettate da archistar, e sui tagli di nastri che ne conseguono - ma che poi dimentica per strada le necessarie manutenzioni. Qualcuno, nei corridoi, maligna su Andrea Artioli, dei Verdi. Dicendo che se fosse rimasto a fare il suo dovere in consiglio comunale, invece di pretendere per sé il lauto scranno più alto del consesso civico, lasciando AVS senza una vera rappresentanza politica, le cose ora andrebbero meglio. Ma questo non è possibile saperlo con certezza – anche perché non è che fino all’anno scorso, con Artioli all’ambiente, le cose andassero molto meglio di oggi, con Serena Pedrazzoli, di Legambiente, attuale assessore al verde pubblico.
Resta la triste
Qualcosa vorrà dire.
Roberto Benatti



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