'Sulla interrogazione sul terreno di fianco al Cimitero tutti i giorni se ne inventano una. Ora non ha vincoli e si può realizzare una struttura del commiato ma ieri sera si sono inventati di mantenere il vincolo per ampliamento del Cimitero. Questa è una giunta che se la canta e se la suona come le pare e piace'. Così l'imprenditore modenese, dal 2014 alle prese con il tentativo di realizzare una casa del commiato nel comune di Sassuolo, commenta la risposta della giunta comunale di Sassuolo all'interrogazione presentata dal gruppo PD. Una interrogazione che partendo dalla risposte 'positive' alla proposta presentata e alla fattibilità del progetto arrivate dal Comune nel 2014 e nel 2018 chiedeva chiarimenti rispetto ai dinieghi che successivamente sarebbero arrivati dalla nuova amministrazione rispetto al medesimo progetto sulla stessa area.
'L’allora dirigente - si legge nell'interrogazione in riferimento al 2018 - individuò la medesima area, limitrofa al Cimitero nuovo, come la possibile sede della struttura che si intendeva promuovere e avviò le procedure per la rimozione di un vincolo storico afferente la presenza di immobili diroccati, la cui costruzione risale a più di 50 anni e pertanto da considerarsi “storici”. Considerato che la legge regionale 19, del 29 luglio del 2004, “Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria”, all’articolo 14 recita che “le strutture per il commiato non possono essere collocate nell'ambito di strutture sanitarie pubbliche o private, né di strutture socio-sanitarie o di vita collettiva ma possono essere collocate nella zona di rispetto cimiteriale”. Considerato inoltre - si legge sempre dall'interrogazione - che tale area è di proprietà del Comune di Sassuolo, si chiede se la procedura per la rimozione dei vincoli si è conclusa positivamente, come risulterebbe da interviste riportate dalla stampa, con quali atti, e in quali tempi; se corrisponde al vero che nel giugno del 2021, come riportato in questi giorni dalla stampa, è stato comunicato a un cittadino interessato a realizzare una struttura per il commiato che l’Amministrazione non intendeva più mettere a bando tale area, e per quale motivo'.
Questa la risposta del vicesindaco Alessandro Lucenti: 'Nel merito della questione come posta, con riferimento alla LR 19/2004, è pur vero che l’art. 14 recita che “Le strutture per il commiato non possono essere collocate nell’ambito di strutture sanitarie pubbliche o private, né di strutture socio-sanitarie o di vita collettiva, ma possono essere collocate nella zona di rispetto cimiteriale”, ma è evidente che restano disponibili, per tale collocazioni, tante altre zone accessibili, in primis zone artigianali, industriali, direzionali.
In sostanza no alla proposta di Gibellini di Funeral Home per garantire un eventuale amplimento del cimitero. Una risposta che ha mandato su tutte le furie l'imprenditore modenese che oltre al diniego a realizzare la 'sua' funeral home, ha dovuto registrare la contestuale autorizzazione ad un altro imprenditore concorrente a realizzare una medesima struttura 'in una zona densamente abitata come quella di Braida.
'Ricordo che la nostra Società ha già un luogo eccezionale dove poter realizzare la Funeral Home Terracielo Sassuolo in via Ancora, acquista all'asta e pagata. Ho già presentato un progetto per tale realizzazione ed è inutile che la giunta voglia parlare di aria fritta - continua Gibellini -. Tutti hanno capito che stanno raccontando solo cose non vere usando i documento che ho dato io durante la conferenza stampa dello scorso mese nella quale ho detto come sono andate le cose: basti pensare che il Cimitero di Sassuolo nel 2017 non era ancora stato accatastato all'ufficio Regionale del Catasto. Per ampliare ol Cimitero di Sassuolo, come dice il vicesindaco Lucenti, servono dei dati precisi sulla mortalità e sulle cremazione e un calcolo dei liculi che si liberano al termine delle concessioni dei loculi con contratto trentennale. E inoltre quali servizi vorrebbe realizzare il Comune a supporto dei servizi Cimiteriali?'


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