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Casa reclusione Castelfranco Emilia: tre ispettori aggrediti da un detenuto

Casa reclusione Castelfranco Emilia: tre ispettori aggrediti da un detenuto

I tre operatori hanno dovuto ricorrere alle cure dell’ospedale per i traumi riportati. Le prognosi sono rispettivamente di 6, 7 e 15 giorni


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Ancora un grave episodio di violenza all’interno di un istituto penitenziario dell’Emilia-Romagna. Questa volta i fatti si sono verificati presso la casa di reclusione di Castelfranco Emilia, dove tre ispettori della Polizia Penitenziaria sono stati aggrediti da un detenuto inserito nel circuito della custodia attenuata. A seguito dell’aggressione, i tre operatori hanno dovuto ricorrere alle cure dell’ospedale per i traumi riportati. Le prognosi sono rispettivamente di 6, 7 e 15 giorni.


A intervenire sulla vicenda è Giuseppe Navarra, segretario regionale Emilia-Romagna del Consipe – Confederazione Sindacati Penitenziari. 'Esprimo la mia piena solidarietà ai tre colleghi aggrediti e auspico per loro una pronta guarigione. Quanto accaduto è l’ennesimo campanello d’allarme sulle condizioni nelle quali il personale della Polizia Penitenziaria è costretto a operare quotidianamente. Al di là della gravità dell’episodio – prosegue Navarra – riteniamo necessario comprendere se il percorso detentivo assegnato al soggetto fosse ancora compatibile con il suo comportamento. La custodia attenuata presuppone valutazioni precise e, proprio per questo, di fronte a condotte violente occorre verificare tempestivamente l’adeguatezza del regime e della struttura di assegnazione'.


Particolare preoccupazione desta inoltre la situazione complessiva del carcere di Castelfranco Emilia. Nel prossimo mese di novembre dovrebbe essere aperta una nuova ala detentiva, destinata ad accogliere ulteriori 40 detenuti.

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'L’ampliamento della struttura – evidenzia il segretario regionale del Consipe – comporterà inevitabilmente un aumento delle responsabilità e dei carichi di lavoro per il personale. Non possiamo però dimenticare che nel prossimo anno sono previsti numerosi pensionamenti tra gli appartenenti al Corpo. Se non si interviene per tempo, il rischio è quello di aggravare ulteriormente una situazione già difficile. Non è possibile chiedere sempre di più alla Polizia Penitenziaria senza garantire uomini, mezzi e condizioni di sicurezza adeguate. L’apertura di nuovi spazi detentivi deve essere accompagnata da un serio piano di potenziamento degli organici e da una revisione dell’organizzazione del lavoro'.


'Il Consipe – conclude Navarra – continuerà a mantenere alta l’attenzione sulla situazione di Castelfranco Emilia. Gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria devono poter svolgere il proprio servizio in condizioni di sicurezza e con organici adeguati. Non possiamo aspettare che si verifichino episodi ancora più gravi prima di intervenire'.

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