'Ci siamo rivolti con interrogazioni scritte sia al comune di Castelfranco Emilia sia alla regione Emilia Romagna. Il comune ci ha indirizzati per competenza alla regione, a cui peraltro ci eravamo già rivolti. La regione ci risponde che: “lavori di cui progetto Interventi urgenti e d’emergenza nei corsi d’acqua dei bacini dei torrenti Samoggia, Lavino, Ghironda e Reno (Servizio di Piena 2021-2022-2023) prevedono il termine ultimo delle attività entro il 31/12/2023”. Inoltre: “Nell’ambito delle lavorazioni previste dal Contratto, anche in seguito a segnalazioni pervenute in merito alla richiesta di verifica dell’integrità delle arginature fluviali, è stata individuata la necessità di rendere ispezionabili e manutentabili i corpi arginali classificati di II categoria (ai sensi del RD 523/1904 “Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie”) del torrente Samoggia e delle relative piste al piede, nel tratto compreso tra località Calcara e località Bazzano di Valsamoggia”. E ancora: “A causa di limitate disponibilità finanziarie degli anni passati, ed essendo tale tratto meno critico rispetto a quelli della media e bassa pianura, è stato per lungo tempo escluso dalle attività di manutenzione ordinaria”.
'Questo significa che nel frattempo, nel corso di molti anni si è sviluppata una rigogliosa vegetazione arborea che ora viene eliminata con un impatto non trascurabile sull’ecosistema. Poniamo l’accento sul fatto che gli alberi da vivaio messi a dimora muoiono quasi tutti nella fornace estiva: gli unici luoghi dove gli alberi crescono ancora spontanei e rigogliosi sono le golene, dove grazie alla scarsa lungimiranza dei nostri amministratori hanno campo libero i boscaioli. Ci dicono inoltre: “L’intervento di rimozione delle alberature viene pertanto eseguito esclusivamente nei corpi arginali e nelle relative piste al piede di ampiezza 4 m, mentre solo sporadicamente vengono rimosse piante in aree golenali, ove si riscontri la presenza di piante crollate, morte in piedi o fortemente pendenti verso l’alveo di magra”. Vengono eliminati tutti gli alberi sull’argine e per una distanza di quattro metri dall’argine stesso, come disposto del citato regio decreto del 1904.
Rileviamo ancora che riguardo ai controlli previsti: “Non vengono redatti verbali in quanto non prescritti dalla normativa. Il personale del Settore riferisce verbalmente al Direttore dei Lavori, anche con invio di fotografie”.

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