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'Emergenza-urgenza in montagna: la sicurezza dei cittadini non può valere solo nei week end estivi'

'Emergenza-urgenza in montagna: la sicurezza dei cittadini non può valere solo nei week end estivi'

Platis e Bettini: 'Ausl smetta di presentare come svolta ciò che rischia di essere solo una soluzione parziale e stagionale a una scelta sbagliata'


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'L’Ausl ammette nei fatti che l’automedica tagliata appena un anno fa serviva. Peccato che il cosiddetto potenziamento previsto a Montecreto sia, almeno per ora, più sulla carta che nella sostanza. Si tratta infatti di una redistribuzione delle risorse, con lo spostamento di personale da Sestola a Montecreto e con l’aggiunta di un medico solo nei weekend estivi e nella settimana di Ferragosto. Nulla di quanto promesso e, soprattutto, nulla di quanto sarebbe necessario dopo il taglio del MET di Fanano'. Lo dichiarano gli esponenti di Forza Italia Antonio Platis e Maria Cristina Bettini, intervenendo sul piano estivo dell’Ausl per l’emergenza-urgenza nell’Alto Frignano.

'Il nodo non è fare polemica sul singolo mezzo o sulla scelta di una sede rispetto a un’altra, ma capire se la sicurezza dei cittadini venga davvero rafforzata oppure se si stia solo spalmando l’esistente per dare l’impressione di un potenziamento. L’Ausl ci aveva raccontato che il MET di Fanano non serviva e che erano sufficienti le ambulanze con infermiere, come quella di Sestola. Oggi, però, ammette che il medico serve. Ma per dotare Montecreto di infermiere e autista li prende da Sestola. Una piroetta dietro l’altra'.

'Se l’automedica è considerata utile il sabato e la domenica d’estate, allora dovrebbe esserlo anche negli altri giorni dell’anno.

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Le emergenze non scelgono quando accadere. Inoltre, la popolazione residente non può essere considerata un elemento secondario rispetto ai flussi turistici. È giusto tenere conto dell’aumento di presenze nei mesi estivi, ma chi vive in montagna ha diritto allo stesso livello di tutela in ogni momento dell’anno. Non si può costruire un servizio di emergenza-urgenza pensando solo ai weekend o ai picchi turistici. E soprattutto non lo si può fare togliendo da una parte per rimettere dall’altra'.

'Non basta – incalzano Platis e Bettini - ringraziare il personale o parlare di sperimentazione. Il personale sanitario e del volontariato fa già moltissimo, spesso in condizioni difficili. Il problema è politico e organizzativo: l’Appennino modenese ha bisogno di un vero rafforzamento dell’emergenza-urgenza, non di spostamenti o operazioni tampone. Se si trasferisce un mezzo da un Comune a un altro senza aumentare strutturalmente uomini, mezzi e copertura medica, non siamo davanti a un potenziamento, ma a una redistribuzione delle stesse risorse. È un ‘film’ già visto con la soppressione dei medici d’emergenza dell’alto frignano di Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo e nel passaggio da PPI (Punto di Primo Intervento) a CAU di Fanano'.

'Parliamo di un territorio montano complesso, con distanze significative dai presidi ospedalieri, viabilità difficile, tempi di percorrenza spesso lunghi e situazioni tempo-dipendenti in cui ogni minuto può fare la differenza.

In caso di infarto, ictus, trauma grave o altre emergenze, il tema centrale non è la comunicazione aziendale dell’Ausl, ma il tempo reale di risposta. E se l’elicottero è già impegnato o non può intervenire, la copertura su gomma diventa ancora più decisiva'.

'L’Ausl – concludono gli azzurri - smetta quindi di presentare come svolta ciò che rischia di essere solo una soluzione parziale e stagionale a una scelta sbagliata: il taglio dell’automedica di Fanano. La montagna non chiede privilegi, chiede sicurezza. E la sicurezza non può essere garantita a intermittenza'.

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