“Siamo di fronte a un intervento che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto rappresentare un modello di rigenerazione urbana sostenibile, con obiettivi chiari: combattere l’isola di calore, migliorare il drenaggio delle acque e garantire sicurezza ai ciclisti. Ma oggi, a oltre sei mesi dall’inizio dei lavori e con la primavera ormai inoltrata, il cantiere è ancora aperto e i risultati promessi restano un miraggio”, aggiunge Annalisa Arletti, consigliere regionale e capogruppo di FdI in consiglio comunale.
'A rendere ancora più allarmante la situazione il fatto che il manto stradale sarebbe da abbassare di ben 20/40 centimetri rispetto a quanto previsto, con la necessità di nuove varianti progettuali che potrebbero comportare ulteriori costi e ritardi. Se questa notizia fosse confermata – prosegue il vicecapogruppo in consiglio comunale meloniano Tommaso Casolari – ci troveremmo di fronte a una clamorosa svista tecnica che mette in discussione la qualità della progettazione iniziale. Chi ha firmato e validato quel progetto? Chi ha vigilato sul cantiere in questi mesi? Chi pagherà gli eventuali extracosti?”
Nell’interrogazione si chiedono risposte puntuali e dettagliate sui criteri con cui si è scelta proprio via Roosevelt per l’intervento e sullo stato reale dei lavori e il cronoprogramma aggiornato. Si chiede inoltre conferma circa la veridicità delle notizie sul livellamento del manto stradale già riportate dagli organi di stampa e la presenza di eventuali varianti già approvate con i relativi impatti economici.
“Un’amministrazione seria non può nascondersi dietro il silenzio o il pressapochismo tecnico. Deve rispondere pubblicamente e immediatamente. La trasparenza non è un optional, è un dovere. I cittadini carpigiani non meritano né lavori infiniti, né progetti improvvisati”, concludono i tre consiglieri di Fratelli d'Italia.

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