'Impossibile tacere quanto oramai accade in occasione di tutte, e dico tutte, le sedute di approvazione o variazione del bilancio del Comune di Carpi. Mi riferisco alle continue richieste fatte da taluni esponenti della lista civica Carpi Futura - Uniamoci, di aumentare i fondi destinati al microcredito. In occasione dell’ultima seduta, in particolare, i consiglieri di Carpi Futura hanno proposto di destinare quasi un milione al microcredito, con una insistenza tale da determinare più di due ore di dibattito consiliare sul tema. Dibattito a tratti degenerato in un patetico teatrino, col PD che chiedeva ai civici “ma in quali modalità pensate di erogare questi fondi? Ma a quali enti pensate che vadano affidati?” e con Carpi Futura che ribatteva con “conosciamo fiori di professionisti esperti della cosa”. Ora, è noto che uno dei candidati di Carpi Futura alle ultime amministrative sia anche un esponente di spicco del microcredito locale e nazionale. E’ altrettanto noto che questo esponente rilascia da mesi interviste sul microcredito ai periodici locali. E’ altrettanto nota la sua presenza e partecipazione in qualità di esperto a tutte le sedute di bilancio in commissione.
Non è noto, ma ragionevole da supporre, che egli partecipi direttamente alla stesura dei documenti e degli interventi dei consigliere civici, in materia di bilancio e microcredito, e che venga consultato durante i dibattiti, per sapere cosa ribattere alle obiezioni'. Così il congliere di Forza Italia Roberto Benatti in una lettera aperta al presidente del Consiglio comunale di Carpi'Nessuno, e sottolineo nessuno, si permetterebbe mai di mettere in discussione le qualità personali e la spiccata onestà, oltre che disinteresse assoluto, del suddetto esponente civico. Nessuno metterebbe mai in dubbio che questa sua attività venga fatta con uno scopo nobile e senza fini di lucro. Però, aldilà dei meriti e dell’onestà personale, è ragionevole credere che “assegnare” il microcredito sia una attività a forte valenza politica, per il riconoscimento che può derivare dal maneggiare una leva così potente come il denaro per i più bisognosi. Per questo è quindi indispensabile che tale attività venga effettuata nella più completa, totale, assoluta apoliticità e distanza dagli amministratori, laddove si utilizzino soldi pubblici; oppure, che venga fatta con soldi privati, o con soldi pubblici ma già “privatizzati”, come fanno i Cinque Stelle per il loro microcredito - continua Benatti -.
'Il mio discorso vale poi anche al contrario, ovvero: laddove i Consiglieri approvassero una richiesta di finanziamento assegnando soldi pubblici a un ente “privato” di un esponente molto vicino a qualche altro partito o organizzazione politica, non potrebbero un giorno essere chiamati a rispondere di questa scelta fatta? Anche se non dal punto di vista penale, da quello dell’opportunità politica? - chiude Roberto Benatti - Se il sindaco PD di Mantova è alla gogna per la vicinanza personale a una destinataria, pare, di un semplice “patrocinio”, cosa si può dire per chi eroghi 1 milione a un privato amico di qualche consigliere?

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