Giornata Memoria, Vignola svela la seconda pietra d’inciampo dedicata a Geiringer
Il triestino Claudio Geiringer, giovane ebreo in fuga dall’occupazione nazista, per una serie di circostanze, approdò alla stazione dei treni di Vignola
20 gennaio 2026 alle 10:14
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Dopo Ugo Milla, anche Claudio Geiringer avrà una pietra d’inciampo a Vignola. Verrà svelata martedì 27 gennaio, Giornata internazionale della Memoria e di commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Il triestino Claudio Geiringer, giovane ebreo in fuga dall’occupazione nazista, per una serie di circostanze fortuite, approdò alla stazione dei treni di Vignola dove fu riconosciuto e fermato da un carabiniere fuori servizio e avviato prima al Campo di transito di Fossoli e, da lì, a quello di sterminio di Auschwitz. La pietra d’inciampo dedicata alla sua memoria sarà posizionata proprio sul marciapiede del binario della stazione ferroviaria di Vignola che gli fu fatale.'Come Amministrazione – ricorda l’assessora alla Cultura Daniela Fatatis - nei primi mesi del nostro insediamento, inaugurammo il 27 gennaio 2021, la prima pietra d’inciampo, quella dedicata a Ugo Milla, nato a Vignola (il padre ufficiale del dazio era al lavoro nel nostro territorio) e morto nel campo di sterminio di Auschwitz per la sola colpa di essere ebreo. Dopo che gli studi dello storico Fabio Montella avevano riportato alla luce la vicenda di Claudio Geiringer, abbiamo avviato l’iter per una seconda pietra d’inciampo. Abbiamo contattato Gunter Demnig, l’artista che ha ideato le pietre d’inciampo per ricordare le vittime del nazismo e del fascismo in Europa, e abbiamo ottenuto un secondo manufatto dedicato a Geiringer.
Ringrazio nell’occasione anche la Regione Emilia-Romagna e Fer che ci hanno sostenuto in questo nostro progetto'.'Per tanti anni abbiamo pensato che la nascita dell’Europa ci garantisse, per ciò stesso, un presente e soprattutto un futuro di pace, dopo gli orrori del Novecento. – conclude la sindaca Emilia Muratori – Negli ultimi anni, purtroppo, la cronaca internazionale ci ha fatto ripiombare nell’angoscia dei conflitti che sono scoppiati o rischiano di farlo alle porte dell’Europa. L’esercizio della memoria, di ciò che è accaduto, quindi, è ora non solo indispensabile, ma anche urgente e indifferibile. Se non terremo accesa la fiaccola della conoscenza e della consapevolezza, il sacrificio di tanti, delle vittime come di coloro che hanno lottato contro i carnefici, rischia di essere avvenuto invano'.
Redazione Pressa
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