Scontro tra protezione civile solierese e consigliere Lega?
No, la più classica delle ''tempeste in un bicchiere''.
Tralasciando il discorso sulla liceità dello sbirciare dal buco della serratura nelle chat WhatsApp, della variegata fauna dei voyeur da tastiera, dei guardoni digitali, tocca replicare all'accusa di un mio presunto attacco alla protezione civile.
Lo scambio di messaggi incriminato risale al 12 febbraio: e già qua verrebbe da chiedersi perché il signor Andrea Malagoli, che non conosco, abbia atteso 16 giorni prima di inalberarsi a mezzo stampa. In questo lasso di tempo avrebbe potuto facilmente contattarmi per chiedere chiarimenti, il mio numero di telefono è visibile nella suddetta chat.
Scambio di messaggi estrapolato strumentalmente dal contesto della discussione di quei giorni: il 9 febbraio il governatore Pd De Pascale usciva sulla stampa con l'annuncio shock della ''delocalizzazione'' delle persone che vivono in aree alluvionate, territori che la Regione da lui presieduta ha deciso di non ripristinare e mettere in sicurezza.
Quel medesimo 12 febbraio, la medesima regione presieduta da De Pascale ci teneva a comunicare, sempre a mezzo stampa, la possibilità di asportare legname dagli alvei fluviali, ma solo per autoconsumo, modici quantitativi, solo manualmente, senza mezzi meccanici, e senza mutare la morfologia dei luoghi. Sia mai.
In questo contesto di dibattito su comunicati stampa compresi nello spettro tra il grottesco e il surreale, è partito uno scambio di battute sarcastische tra colleghi e amici agricoltori.
Che in nessun modo voleva essere offensivo nei confronti di chi svolge il servizio di volontariato di protezione civile: anche l'agricoltore, come il volontario, svolge un servizio di monitoraggio e manutenzione e cura del territorio, almeno per quanto riguarda i terreni che conduce.
E, aggiungo: spesso l'agricoltore, come il volontario, svolge il suo lavoro di ''custode del territorio'', e di produttore di cibo, a costo zero o addirittura in rimessa (causa bassi redditi e costi esorbitanti. Ma questo è un altro tema).
Tornando al signor Malagoli, chiedo: visto che lei e i volontari di protezione civile conoscete meglio di tutti le condizioni di degrado e di incuria degli argini del nostro martoriato fiume Secchia, perché invece di inalberarsi per un commento infelice su WhatsApp non utilizza il mezzo stampa per denunciare le mancanze e le negligenze di chi dovrebbe gestire il territorio?
Fatti che io, Paolo Vincenzi, porto da anni all'attenzione del consiglio comunale di Soliera in rappresentanza della Lega.
Fatti che Massimo Silvestri e il comitato Secchia (citati da lei nell'articolo) denunciano da anni in ogni sede istituzionale.
Tutto a titolo volontario, nessuna retribuzione. Signor Malagoli non si concentri a fissare il dito mentre le indicano la Luna.
A meno che il suo livore per un messaggio WhatsApp sgradito non sia dovuto più a tifoseria politica piuttosto che al contenuto.
Paolo Vincenzi



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