
'La strategia è subito chiara: spingere i cittadini in area rurale che risiedono nell'area dei 100 metri di distanza dagli argini a delocalizzare le proprie abitazioni. Appare incredibile che un partito politico nutra tanto risentimento verso gli agricoltori del proprio territorio eppure se leggiamo bene le carte è quello che traspare. Ebbene nella mappatura del rischio idraulico sono evidenziate in vari colori le frasi di rischio idraulico, da quelle con rischio di ristagno delle acque fino a quelle con rischio di allagamento ad alta velocità, per queste si prescrive che ad ogni eventuale richiesta edilizia che aumenti il fattore di esposizione, ad esempio un ampliamento o un frazionamento della casa per creare un nuovo nucleo familiare, si dovranno obbligatoriamente realizzare le opere di sicurezza passiva prescritte, come il rialzo del pavimento a piano terra rispetto all'areale circostante adeguata ai tiranti, ed altre opere accessorie di non facile realizzazione oppure delocalizzare l'edificio in Territorio Urbanizzato - continuano i consiglieri -. A noi sembra che questo piano sia indirizzato ad assolvere gli enti che per anni hanno amministrato il nostro territorio e che hanno la responsabilità della criticità idraulica dovuta alle mancate manutenzioni ed alle strategie errate come la rinaturalizzazione degli alvei fluviali ribaltando sui cittadini gli oneri della messa in sicurezza delle proprie abitazioni'.



