'Nel merito, bastano invece i documenti e i dati a smascherare l’oggettiva inconsistenza delle affermazioni della destra. Primo, non c’è mai stato alcun cambio di destinazione dell’immobile: la prima delibera di giunta (n.127/2019) e tutte le successive riportano il solo l’obiettivo di una struttura turistico-ricettiva nel quale impiegare donne con fragilità o già vittime - in passato, non oggi - di violenza. Nessun documento ha mai nemmeno accennato a funzioni di consultorio o ricovero e nel docufilm citato viene spiegato molto bene come questo progetto fosse complementare e differente da quello del Centro Antiviolenza che stava nascendo allora, e come alcuni giornali equivocarono: ancora una volta la realtà viene dunque travisata dalla destra. A seguire, da agosto ad aprile c’è stata una media di 85 pernottamenti mensili e a breve la struttura avrà due camere in più, già ora sta dando da vivere a queste donne e ha ulteriori margini di crescita - continua Mariaelena Mililli -. I corsi di formazione - finanziati all’80% dalla Regione, così come i lavori ad un bene che ci è stato affidato - hanno dato una preparazione a dieci donne con fragilità, quindi già da soli sono stati utili per loro.
'Riguardo ad Enza Rando, poi, è anche difficile commentare certe assurdità: un anno prima il comune ha mostrato ai cittadini i lavori conclusi, un anno dopo la onlus ha organizzato l’avvio dell’attività e tra gli invitati c’era ovviamente ‘Libera contro le mafie’, poi rappresentata dalla sua vicepresidente'.



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