Con queste parole l’assessore al Bilancio del Comune di Marano, Adriano Trenti, risponde al nuovo attacco dei consiglieri di minoranza del gruppo Uniti per Marano sul rendiconto 2019.
'Negli ultimi 15 anni i nostri debiti da finanziamento sono diminuiti di più del 45% e la quota pro-capite è passata da 1.450 a 580 euro. Non solo: Marano è uno dei pochi Comuni ad aver conservato le azioni di Hera: 353.688. Il controvalore in euro è ben più alto del saldo del disavanzo, ci garantisce un dividendo (oltre 35.000 euro), oltre a opportunità di investimenti futuri. Come nasce questo disavanzo tecnico (non un “buco”, quindi, né un “profondo rosso”)? Si tratta principalmente di crediti fallimentari, ovvero tasse non pagate da aziende che, nel tempo, sono poi fallite. Perché Marano ne ha più che altri Comuni vicini? Ogni luogo ha la sua storia e non ha senso paragonare bilanci di comuni diversi, con caratteristiche specifiche e servizi diversi: Marano, per la sua localizzazione (vicina a Vignola, porta tra la pianura e la montagna) ha vissuto una repentina crescita della popolazione (+40% dal 2000 ad oggi), in pochi anni abbiamo superato i 5mila abitanti, e quindi molte imprese edili hanno lavorato sul nostro territorio. La crisi del 2008 e i suoi strascichi hanno causato, purtroppo, nel tempo, diversi fallimenti. Noi siamo creditori, stiamo seguendo le procedure fallimentari e ci aspettiamo di poter rientrare almeno in parte di quei crediti - continua Trenti -. Nel frattempo, però, la legge impone una specifica procedura amministrativa per questo tipo di crediti che noi stiamo seguendo. Anche la Corte dei Conti, continuamente agitata dalla minoranza, non ha rilevato irregolarità e non ha sanzionato l’ente, ha semplicemente invitato a procedere secondo quanto previsto dalle norme, cosa che facciamo e avremmo fatto comunque. Il disavanzo non è un debito come ho ribadito negli ultimi due Consigli comunali (non comporta il pagamento di interessi o di more), non è indicatore di essere cattivi pagatori (i fornitori sono puntualmente soddisfatti nei termini), non è indicatore di deficitarietà strutturale (rispettiamo tutti gli otto parametri di fragilità).



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