La possibile matrice razzista nei confronti dell'uomo, un senegalese da anni residente a Sassuolo regolare, operaio, aveva allarmato non soltanto la comunità ma ovviamente i Carabinieri decisi da subito ad andare in fondo al caso. Sono così iniziate indagini serrate dei militari guidati dal comandante del locale Nucleo Operativo Radiomobile (NORM) della compagnia di Sassuolo, Vito Agliano, basate anche sulle dichiarazioni dell'uomo proprietario dell'auto che aveva indicato l'uomo vicino di casa tra le persone con le quali aveva avuto di recente discussioni. Screzi legati al parcheggio dell'auto o rumori giudicati molesti provenienti dall'appartamento, ma nulla di più. O almeno nulla da fare pensare ad una reazione e ad un gesto di quel tipo.
Ma mano a mano che le indagini procedevano la pista del gesto razziale svaniva. Avanzando ad esclusione, anche attraverso l'analisi delle telecamere di videosorveglianza non presenti nel parcheggio ma nelle immediate vicinanze e nelle vie limitrofe, i Carabinieri hanno concluso che si dovesse trattare di una persona già presente in zona. Gli accertamenti si sono così stretti intorno ad un quarantenne italiano, senza precedenti, residente a poca distanza dal proprietario dell'auto imbrattata. L'uomo, interrogato dai Carabinieri, ha ammesso di avere avuto alcuni dissidi con il proprietario dell'auto ma limitati a screzi tra inquilini legati parcheggio vicino a casa o ai rumori gli schiamazzi. Comunque evidentemente sufficienti per alterare l'uomo che con la bomboletta spray ha deciso di danneggiare il suo vicino di casa tentando soprattutto di fargli paura utilizzando la simbologia religiosa e a sfondo razzista. L'uomo, dopo avere confessato, ha chiesto scusa, ed è stato denunciato per danneggiamenti aggravati.



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