Durante l'incontro - continuava il Consigliere - ci era stata sbandierata la carta dei posti di lavoro, ma abbiamo più volte sottolineato lo svilimento contrattuale del mondo della logistica e quanto fossero irrisori solo 250 posti in cambio di 75 mila mq di consumo del suolo ,esattamente un posto di lavoro ogni 300 mq (se si fosse puntato a nuovi insediamenti manifatturieri singoli si sarebbe consumato molto meno suolo e si sarebbero avuti molti più posti di lavoro).
Abbiamo anche evidenziato, insieme ai compagni di Nonantola 2030, come questa Sindaco e l'assessore si siano prodigati da anni in un percorso di confronto con la società proponente e non abbiano mai interpellato i sindacati di categoria per comprendere quale fosse la qualità della vita lavorativa in quell'azienda e in quel settore.
Continuamo a dire che è un operazione che giova solo al privato , compreso gli interventi richiesti in scomputo , e che non porterà nulla ai cittadini'
Oggi critiche ed osservazioni si estendono con una nota congiunta ai tre gruppi consiliari Nonantola Progetto 2030 (capogruppo Alessandro di Bona), Movimento 5 Stelle (capogruppo Omer Zoboli)
Nonantola Libera (capogruppo Francesco Cosimo Antonucci). I tre nello entrano nello specifico dell'insediamento da circa 84 mila mq dell’azienda O&N che “amplierà il proprio stabilimento e magazzino', specificando alcune informazioni che a loro dire il sindaco avrebbe omesso di specificare come il fatto che 'il 70% del futuro insediamento non riguarderà l’O&N, bensì la multinazionale dei trasporti DSV (ex Saima Avandero) che costruirà un enorme polo logistico per la Maserati, Lamborghini e Ducati. Il buon Di Pietro direbbe: “ma che ci azzeccano costoro con l’azienda tessile?” Forse, nel tacere questo secondo soggetto, la sindaca non vuole alimentare ulteriore allarmismo fra i cittadini viste le già pesanti condizioni del traffico – soprattutto nello snodo Navicello – e visto che stiamo parlando di un’area ad elevato rischio idraulico?
sia dal punto di vista energetico che idraulico – e dopo la convocazione, tardiva, della Commissione Urbanistica avvenuta qualche giorno fa a giochi fatti – ma alla presenza degli acquirenti – oggi leggiamo che l’unica offerta per l’utilizzo di quel territorio è venderla tutta... al migliore offerente?
Ma l’alluvione del 2020 non ha insegnato nulla alla nostra Sindaca, alla quale bastano le rassicurazioni dell’azienda che costruirà la vasca di laminazione e provvederà a mettere a dimora lo stesso numero di piante che ovviamente dovrà tagliare per costruire il magazzino?'
'Altrettanto - proseguono i tre capogruppo - la Sindaca ci rassicura sull’impatto sulla mobilità: qualche mezzo pesante verrebbe da Modena, senza incidere sul traffico presente dalla parte opposta!
Perché si vuole minimizzare l’impatto che invece tale realizzazione avrà?
dove agli insediamenti commerciali si aggiungeranno quelli produttivi tolti dal PIP Gazzate per fare posto alla logistica?
Se Modena continua ad essere fra le province italiane più inquinate d’Italia e l’aria della pianura Padana fra le peggiori al mondo, non possiamo persistere su politiche urbanistiche che consumano e impermeabilizzano suolo, né su scelte di mobilità su gomma, che allontanano la fine dell’utilizzo di combustibili fossili e sono fonti continue di polveri sottili - affermano Antonucci, Di Bona e Zoboli.
'Altrettanto non possiamo procrastinare il cambiamento del modello di sviluppo e mantenere la conflittualità tra sviluppo e qualità ambientale, assecondando le logiche espansive di chi ancora se lo può permettere: anche un governo locale, come il Comune di Nonantola, può e deve orientare la crescita del proprio territorio verso la sostenibilità ambientale e la sicurezza sociale operando scelte innovative e condivisibili per tutti. E per farlo deve abbandonare un progetto sbagliato sia nello spazio, sia nella qualità, accogliendo i dubbi e le critiche delle forze ambientaliste e progressiste e non strizzando l’occhio alla destra ultraliberista'


