Il sindaco Enrico Diacci, in rappresentanza di tutti i cittadini del Comune, si è recato a Monreale per prendere parte al rito funebre.
'Francesco è stato per tre anni il primo baluardo del comune di Novi di Modena. Ha accolto migliaia di persone, le ha indirizzate e spesso pazientemente assecondate per agevolare il più possibile la loro vita. Questa per Francesco era davvero una missione - afferma Diacci -. Non dimenticheremo il suo accento siculo, mai nascosto, anzi spesso accentuato. Segno del grandissimo amore per la sua terra. Amore che è stato secondo, per importanza, solo a quello per la sua famiglia. La moglie e le figlie venivano prima di tutto ed erano sempre nei suoi pensieri e nei discorsi con i colleghi'.
'La sua famiglia e la sua terra sono stati il combustibile di questi anni, ne parlava sempre e sempre con gli occhi illuminati di emozione all’idea di tornare. Il tragico destino che l’ha colpito, ad un passo dal traguardo che si era fissato, ci ha lasciati attoniti, sconvolti, e con una tristezza mista a rabbia. Non doveva finire così. Rimarrà però inscalfibile l’esempio di Francesco, che con caparbietà ha preso in mano la sua vita e ha dato tutto se stesso non rimanendo con le mani in mano quando le prove che si è trovato davanti sono state difficili. Un esempio di forza di volontà e di amore incondizionato per la sua famiglia che non perde nessun elemento di grandezza davanti alla fine tragica, ma che anzi lo eleva ad un livello ancora più alto, assoluto. Così lo vogliamo ricordare' - chiude il sindaco.

