'Tra l’altro parliamo di un utilizzo multiplo a volte anche esponendo 3 salme contemporaneamente causando affollamento di visitatori e possibili contaminazioni visto il recente passato. Restano invece gratuite quelle salme decedute in Ospedale di Sassuolo. Si insiste con l’obbligo del badge gestito da diverse persone riconducibili alle Imprese funebri anziché l’utilizzo della solita chiave gestita da unico responsabile per la chiusura ed apertura delle Camere che poteva garantire un servizio valido e professionale - continua la associazione -. Risulta che qualcuno di cui si tiene nascosto il nome, ha provveduto a duplicare le chiavi e farne un uso improprio a proprio favore da qui, si è pensato al badge invece di colpire i fautori dei duplicati. Tutte le altre elucubrazioni sono e servono per non risolvere il problema usando la classica tecnica del politichese che dice tutto e nulla, tra l’altro, ci scrive velatamente che abbiamo fatto delle illazioni senza fondamento'.
'Dottore, noi siamo una Associazione datoriale crediamo a quanto ci viene segnalato dai nostri Associati, come da statuto provvediamo alla loro tutela, la diatriba in corso con Lei e la struttura da Lei rappresentata non sarà certo l’ultima visto che lo facciamo da 20 anni - continua l'associazione del settore funerario -. Comunichiamo fin d’ora che la nostra disposizione alla tutela dei nostri Associati è totale mentre, ci aspettavamo da Lei almeno un’apertura ad un dialogo costruttivo al fine di portare ad un appianamento del problema. Vorremmo invitarLa al rispetto di quanto parla l’art. 4 del regolamento ed il suo contenuto, il Bilancio e le Casse della Sanità Regionale come la gratuità dell’uso delle Camere Ardenti per chi giunge da altri luoghi che con la Sua scelta non porterà certamente liquidità alla casse della Sanità. Il mancato rispetto dell’art.5 con riferimento al personale addetto all’apertura e chiusura come unico responsabile e, non come avviene con i badge a modo FarWest con l’utilizzo improprio dello strumento.

