Dopo il partecipato incontro organizzato la scorsa settimana dai comitati che continuano a battersi affinché il punto nascite dell'ospedale di Pavullo riapra (visto che i parti non programmati a Pavullo sono già cessati), questa sera è la volta delle istituzioni. Con le massime rappresentanze di USL, Provincia, Regione, Comune di Pavullo e Unione dei comuni del Frignano, riuniti dalle ore 20,30 nello stesso cinema teatro che nel 2011 vide protagonisti gli stessi vertici nell'illustrazione di quel Pal che declassò l'ospedale di Pavullo ad ospedale di prossimità e che di fatto decretò già sulla carta il percorso verso la chiusura del punto nascite.
Un appuntamento organizzato per illustrare il piano di investimenti promessi sull'ospedale all'interno della riorganizzazione della rete sanitaria provinciale, una riorganizzazione che non contempla più il punto nascite, ma che sulla spinta dei comitati presenti tornerà a concentrarsi proprio su quello. I comitati sostengono che le ragioni per continuare a nascere a Pavullo ci sono, in considerazioni delle condizioni geografiche e di sicurezza che sarebbero necessarie ma sulle quali, oggi, non ci sarebbero le garanzie promesse.
Sono circa 6 milioni gli investimenti su scala pluriennale previsti, ma proprio partendo da questi l'assemblea di questa sera verterà anche sull'identità e sul ruolo che il locale ospedale avrà nella futura rete provinciale.
Pavullo, assemblea sull'ospedale senza punto nascite e con i comitati 'sul piede di guerra'
Questa sera a Pavullo l'attesa assemblea pubblica organizzata da USL, Provincia, Regione e Comune per illustrare il piano di interventi previsti per l'ospedale dopo la chiusura del punto nascite
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