La differenza sostanziale tra un asse C e un asse B per il codice della strada è la fruibilità dello stesso da parte di utenti deboli e forti per l’asse C, e solo forti per l’asse B, che si traduce in una diminuzione della pericolosità rilevato dai tre indici (RIP RIM RIL) con i quali si misura l’efficienza di un tratto stradale e la sua sicurezza.
La Provincia di Modena risponde a novembre 2018 alle osservazioni formulate dal sottoscritto e da Gianaroli Filippo con delle controdeduzioni alle nostre osservazioni formulate a settembre 2018, in particolare in merito alla assenza della VISS, Valutazione Impatto Sicurezza Stradale, nel progetto approvato dalla Provincia in CDS a settembre 2018.
- b) Il D.Lgs 35/2011 si applica alla rete dei cosiddetti Corridoi Transeuropei TEN (vedi art. 1.4.1 del citato D.Lgs) che non riguarda nessun tipo di viabilità di rango provinciale. Per quest’ultima il citato decreto costituisce principio al quale le Province si possono ispirare per dettare proprie direttive da adottarsi entro il 31/12/2020.
Appare fragile qualsiasi giustificazione tesa a non prendere in considerazione la VISS in questo contesto, in quanto il territorio di riferimento ha una percentuale di sinistri dell’8/1000 contro il 3,9/1000 della Provincia di Modena e della Regione, unico tratto non realizzato di un asse C lungo 130 km che dovrebbe collegare il polo ceramico di Sassuolo con il casello della A1 Valsamoggia, e non di secondo conto , la creazione dell’imbuto Solignano Cà di Sola Settecani, ha elevato alla potenza le percentuali dei sinistri nel territorio interessato. Permettere la miscelazione del traffico leggero ( pedoni , biciclette, motorini) con il traffico pesante (camion trasporto mattonelle e MPS di atomizzato), inserendo rotonde dotate di isole salvagente come afferma le RER, per attraversare in sicurezza a piedi, adducendo la non obbligatorietà al rispetto della VISS (solo dal 1 gennaio 2021), lascia sconcertati in merito alla programmazione infrastrutturale del nostro territorio. Appare evidente anche ad un profano che non può avere giustificazioni la mancata applicazione del dlgs 35/2011, anche se solo consigliato dalla nostra normativa, ma obbligatorio fra 2 anni , in quanto la realizzazione infrastrutturale deve tendere alla maggior sicurezza possibile, e non può tener conto solo del giorno di applicazione della normativa VISS (la stessa normativa non è rigida in merito in quanto esistono fasi progettuali, realizzative, e di modifia, (da cui i termini consigliato e obbligato) soprattutto se siamo in un territorio che tanto ha già dato, sia in termini di inquinamento che di trasporto. Ma non solo , manca ancora un tratto di 2 km per completare l’opera fino a via Montanara, e certamente tra progetto , espropri , lavori, si arriverà al 2024 essendo ottimisti, con finanziamenti europei, in questo caso saremo in obbligo di adottare il dlgs 35/2011 ( è scritto nello stesso), e si arriverà al paradosso che si farà una valutazione sulla sicurezza stradale dell’opera solo per 2 km, e nulla per il restante. Quello che appare ad un profano è una netta dicotomia tra il progetto, il tempo (17 anni), le normative nuove apparse in Gazzetta, e le scelte della Provincia, senza comprendere quale sia il vantaggio pubblico di questa ulteriore modifica (rotonda/cavalcavia) che ha paralizzato il progetto per 11 anni.
Se a quanto scritto associamo anche che per la realizzazione (rotonda) spenderemo un milione in più, non ci resta che piangere… Ritorneremo sull’argomento presto in merito alla VISS e alla sua applicabilità negata. Roberto Monfredini e Filippo Gianaroli

