“Ringrazio i consiglieri regionali di Fratelli d'Italia per aver ascoltato le istanze del territorio – afferma Federica Galloni - e per aver celermente depositato un'interrogazione in Regione per avere tutte le informazioni possibili sulla situazione del Ponte e di conseguenza cercare di salvaguardare gli interessi dei tanti cittadini ma soprattutto delle tante aziende che costituiscono il tessuto economico di Pavullo e che impiegano centinaia di lavoratori. Pur nella consapevolezza di una situazione che poteva trasformarsi in tragedia, non possiamo permetterci le lungaggini burocratiche tipiche del nostro Paese. Servono fondi, serve cura, serve un intervento urgente ed efficace, non lo chiede Fratelli d’Italia ma l’Appennino intero'.
'Forse siamo di fronte ad un disastro mancato, e la chiusura di un mese per verifiche lascia intendere che la situazione non sia rosea. Crediamo sia necessario fare chiarezza su quanto successo, ma soprattutto su quanto succederà. Il primo nodo da sciogliere per dare risposte alle migliaia di persone che subiranno gravi disagi per la chiusura del ponte è quello relativo alla natura del danno e conseguentemente alle tempistiche necessarie per risolvere definitivamente, non temporaneamente, il problema. La priorità è la sicurezza e devono essere effettuati tutti i lavori necessari a garantire che non ci siano altri problemi in futuro - affermano Arletti e Pulitanò -. Rimane però il fatto che il Ponte sul Rio Torto costituisce il viadotto più grande ed imponente dell'intera provincia di Modena, anche per importanza funzionale visto che, insieme alla Nuova Estense, di cui è tratto, garantisce l'unico collegamento viario veloce, con le caratteristiche di una superstrada, dalla montagna alla pianura. E qui si incardina un aspetto, che necessita attenzione perché è il più delicato: il Ponte sul Rio Torto costituisce l'unica via percorribile ad alta velocità dai mezzi di soccorso del 118, che ora subiranno gravi ritardi nelle loro corse verso gli ospedali della pianura, circostanza aggravata dalla chiusura del punto nascite di Pavullo, unico dell'Appennino. Se, quindi, i tempi di riapertura saranno più lunghi di quanto annunciato da Anas venerdì, la Regione e Ausl dicano cosa prevedano per arginare le problematiche connesse e trovare possibilmente qualche alternativa, per tutelare la salute dei cittadini del Frignano.

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