'Mio fratello ha fatto il tampone sabato 17 alle 15.39 dopo aver avuto un contatto con un positivo e dopo aver riscontrato sintomi riconducibili al Covid - spiega la donna -. Viviamo in una abitazione comune con mio marito e due bambini e dal giorno del tampone abbiamo diviso le stanze in modo da non avere contatti. Per prudenza ho tenuto i bambini a casa da scuola, ma dopo tre giorni senza saper nulla circa l'esito del tampone e non avendo avuto comunicazioni dall'Ausl, nonostante le nostre telefonate, io ho ripreso a lavorare'.
'Lavoro in ospedale per una agenzia di pulizie e di fronte alla assenza di notizie per giorni ho ripreso l'attività. Dopo cinque giorni dall'esame, all'ennesima telefonata all'Ausl (che mai si è fatta viva di sua iniziativa), e dopo aver contattato due volte il sindaco di Castelfranco Emilia senza avere risposte, ci è stato riferito dalla portineria che potevo andare a ritirare l'esito di mio fratello con delega direttamente in portineria a Castelfranco - continua la donna -. Con mio stupore ho scoperto che mio fratello risultava positivo e che il referto era datato 19 ottobre alle 12.40. Per tre giorni, nonostante il caso di positività, non ci è stato detto nulla e solo su nostra pressione abbiamo saputo. Credo che tutto questo sia inaccettabile. Purtroppo ho altre segnalazioni di episodi simili, se questo è il modo di affrontare l'emergenza pandemica credo le cose potranno solo volgere al peggio'.


