Imponente, severa e orgogliosa torna a essere il simbolo della città di Nonantola. È la Torre dei Modenesi che, dopo essere stata ferita dalle scosse del terremoto del 20 e 29 maggio 2012, viene ora riportata al suo originale splendore. L’intervento di restauro, che ha consentito anche la messa in sicurezza sismica dell’edificio storico, era rientrato nel Programma delle opere pubbliche e dei beni culturali con un costo complessivo di 840 mila euro, di cui 692 mila stanziati dalla Regione e 148 mila euro di cofinanziamento.
All’inaugurazione, alle 18.30 di oggi pomeriggio ci sarà anche il presidente della Regione e Commissario delegato alla ricostruzione, Stefano Bonaccini, insieme alla sindaca di Nonantola, Federica Nannetti, e al presidente della Cassa di Risparmio di Modena, Paolo Cavicchioli.
“Rivedere la Torre dei Modenesi libera da impalcature e protezioni è come rivedere per intero lo spirito forte e combattivo di comunità locali che non si sono arrese un solo minuto in questi sei anni- afferma Bonaccini- è infatti soprattutto merito della gente di queste terre, insieme all’impegno delle istituzioni e degli amministratori locali, a partire dai sindaci, se stiamo portando avanti la ricostruzione facendo bene e velocemente, nel pieno rispetto della legalità. E come Regione siamo orgogliosi di aver contribuito a restituire questo luogo simbolo a Nonantola, ai suoi cittadini e all’intera comunità regionale.
Veder rinascere monumenti come questo è uno degli obiettivi che ci siamo dati, riuscendo ora a imprimere una accelerazione nella ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni storici e architettonici, dopo il completamento della parte privata, abitazioni e imprese, oltre alle scuole, a cui giustamente si decise di puntare in via prioritaria per ripartire dopo le scosse. Perché- chiude il presidente della Giunta regionale- completeremo il lavoro che resta ancora da fare ricostruendo i nostri centri storici così com’erano, come peraltro abbiamo già fatto e stiamo facendo in più casi”.E a Nonantola, oltre alla restituita Torre dei Modenesi, prosegue la ricostruzione delle opere pubbliche, con l’Abbazia, il cui intervento è in corso di realizzazione prevedendo un costo di circa 2 milioni di euro suddiviso in due stralci, gestito dall’Arcidiocesi di Modena e Nonantola; Palazzo Salimbeni, immobile sede del Comune che ospitava gli uffici ed è attualmente non agibile: il progetto, particolarmente complesso, è in via di perfezionamento e prevede un investimento di circa 4,2 milioni di euro di cui 2,7 milioni a carico della gestione commissariale; la chiesa parrocchiale di S. Pietro Apostolo, intervento a carico dell’Arcidiocesi che prevede un investimento di circa 500 mila euro il cui progetto è in corso di perfezionamento.
La storia
la Torre dei Modenesi o Torre dell'orologio è una torre medievale oggetto di vincolo, dal 1911, da parte del ministero dei Beni artistici e culturali.
Le origini della torre risalgono al 1261, quando a seguito di un lodo con il comune di Modena il rettore dell'abbazia di Nonantola perse il potere temporale e il borgo di Nonantola dovette ospitare una guarnigione di militari modenesi.
Ha rappresentato la principale fortificazione della città, tanto che già nel XIV secolo vennero ampliate le costruzioni circostanti: venne realizzato un rivellino indipendente con ponte levatoio per proteggere l'ingresso alla torre e la porta del borgo.
Dal XVII secolo la torre divenne una prigione, con la casa del custode realizzata nel 1623.



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