Quando gli agenti della Squadra Mobile di Modena hanno aperto il loro furgone bloccato nel luogo dove avevano appena commesso il furto, hanno trovato un tesoretto fatto da una ventina di potenti batterie. Accumulatori di energia elettrica utilizzate all’interno delle stazioni dei ripetitori radiobase della telefonia mobile, soprattutto come gruppi di continuità. Alcuni appena rubati nel ripetitore dove gli agenti hanno fermato i due, di pomeriggio, in un’area di campagna tra Spilamberto e Savignano.
Pendolari del crimine da Napoli a Modena, pluripregiudicati e specializzati in un settore relativamente nuovo nella tipologia dei furti registrati a Modena. Quello delle batterie da stazioni radio base. Accumulatori che possono essere utilizzati anche per altre applicazioni. Dagli impianti fotovoltaici, alla domotica, ai mezzi elettrici, sempre più diffusi. Dai 200 ai 300 euro sul mercato il valore dei singoli pezzi. Gli agenti della Squadra Mobile da tempo avevano concentrato i controlli nella zona di Spilamberto e Savignano interessata oltre che dalla segnalazioni di furti, anche dalle allerta di alcune compagnie telefoniche che segnalavano lo scattare di allarmi dai loro impianti.
L’altro ieri gli agenti, nel corso dei servizi di controllano, notano un furgone che circola con fare sospetto. A bordo due uomini. Gli agenti iniziano a seguirli.
Gi.Ga.



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