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Sassuolo, mancata edificazione casa funeraria: archiviate querele dell'ex sindaco Menani e di Lucenti a Gibellini

Sassuolo, mancata edificazione casa funeraria: archiviate querele dell'ex sindaco Menani e di Lucenti a Gibellini

'Sono felice perché la giustizia ha riconosciuto in ben due procedimenti penali la correttezza del mio operato. Quanto al resto sono profondamente amareggiato'


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Archiviate nei giorni scorsi le querele per diffamazione aggravata che erano state mosse dall’ex sindaco di Sassuolo Francesco Menani e dall’ex vicesindaco Alessandro Lucenti nei confronti dell’imprenditore modenese Gianni Gibellini; così come era stata archiviata un anno fa anche la querela di un impresario funebre a cui era stato consentito di realizzare una casa funeraria a Sassuolo. Tutto ha origine qualche anno fa, quando Gianni Gibellini, dopo avere dato vita alle 4 case funeraria di Modena, Carpi, Mirandola e Vignola, intuisce le potenzialità di edificarne una anche a Sassuolo.
'In un territorio importante come quello di Sassuolo e dei comuni del comprensorio ceramico – spiega Gibellini – mi sembrava doveroso garantire la possibilità alle famiglie sassolesi di dare l’ultimo saluto ai propri cari in modo adeguato e dignitoso e di accogliere in una struttura appropriata le persone decedute nelle loro abitazioni o in altri ospedali, vista anche la scarsa disponibilità delle camere ardenti dell’ospedale di Sassuolo sempre sovraffollate'.

 

Ma questa idea imprenditoriale non si è potuta realizzare durante il mandato da sindaco di Francesco Menani. In più occasioni, Gianni Gibellini aveva allertato la comunità sassolese rivolgendosi alla stampa, spiegando come, a suo avviso, risultasse poco comprensibile l’apparente ostruzionismo da parte del sindaco di allora Francesco Menani e del suo vice Alessandro Lucenti, i quali si riportavano a indicazioni urbanistiche.
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E questo per due proposte presentate dall’imprenditore modenese.
Soprattutto, la protesta di Gibellini avveniva alla luce del fatto che, in contemporanea, era sorta altra casa funeraria ad opera di un suo concorrente; la cui opera imprenditoriale era stata pubblicamente apprezzata, attraverso un messaggio facebook, dallo stesso ex sindaco Francesco Menani.
A fronte delle proteste pubbliche, fondate su una ritenuta esistenza del diritto di critica all’operato dei due ex amministratori, Gianni Gibellini è stato reiteratamente querelato per diffamazione: prima dall’impresario concorrente poi dai Menani e Lucenti con altre due querele. In sintesi Gianni Gibellini era accusato di aver diffuso notizie offensive e non veritiere ai danni dei tre soggetti sopra menzionati.
'Sono stati tre anni di angoscia e preoccupazione per me e per la mia famiglia – continua Gibellini – anche se sapevo di essere dalla parte della ragione e di avere sempre dimostrato lealtà e correttezza nel mio operato di imprenditore'.

 

La conseguenza ulteriore di questa situazione, per Gianni Gibellini, era quella di vedersi “imbavagliato” nello spiegare pubblicamente la sua opinione sulla strana situazione di Sassuolo che, da anni, stava vivendo.
La giustizia ha premiato la tenacia di Gianni Gibellini e la libertà di parola è stata riconosciuta. Un anno fa è stata archiviata la querela dell’impresario concorrente. Il 13 novembre del 2025 il PM aveva chiesto l’archiviazione anche per le due querele di Menani e Lucenti ma loro si erano opposti e con pervicacia avevano tentato di proseguire cambiando anche l’avvocato. Poi è arrivata anche la definitiva archiviazione da parte del GIP di Modena in data il 23 marzo scorso. Gianni Gibellini ha perciò vinto le azioni giudiziarie attivate nei suoi riguardi, per le opinioni espresse pubblicamente.
'Da un lato sono felice perché la giustizia ha riconosciuto in ben due procedimenti penali la correttezza del mio operato. Quanto al resto sono profondamente amareggiato, sia da imprenditore che da cittadino, per le iniziative giudiziarie realizzate contro di me dall’ex sindaco Menani e dall’ex vicesindaco Lucenti. Penso che i problemi pubblici si debbano risolvere con il confronto e non mettendo a tacere i cittadini con querele. Ho trovato, inoltre imbarazzante l’essere stato denunciato anche per interruzione di pubblico servizio, semplicemente per essermi presentato in sede di Commissione Consiliare a Sassuolo per chiedere chiarimenti in merito alla mia vicenda.
Precisamente per comprendere le ragioni del perché non potessi utilizzare, come funeral home – l’ex sede della Croce Blu – Pas Pubblica Assistenza di Sassuolo da me acquistata regolarmente durante un’asta pubblica. Il dialogo è tutto, così come per i cittadini la libertà di pensiero. Infine ringrazio di cuore l’avvocato Cosimo Zaccaria che ha davvero dato tutto sé stesso per aiutarmi in questa vicenda, svolgendo davvero un ottimo lavoro nella mia difesa'.
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