Storie di sport, storie di disabilità e soprattutto storie di vita. C’è questo intreccio alla base del Festival SportivaMente, la rassegna dedicata allo sport inclusivo che si ispira al principio di uguaglianza nella diversità e alle abilità differenti che si svolgerà a Sassuolo da domani al 2 dicembre, a ridosso della data significativa del 3 dicembre che rappresenta la Giornata internazionale delle persone con disabilità. La manifestazione, organizzata dalle associazioni Young Volley e Fuori Campo 11, si fregia del patrocinio del Comune di Sassuolo e dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e permette di affrontare nel territorio tematiche che spesso rimangono nell’ombra ma che costituiscono una componente di rilievo della nostra società sulla quale è necessario accendere i riflettori per un’integrazione sempre più naturale. «Oltre le barriere – recita infatti il claim dell’iniziativa – insieme si può». Tutti gli incontri sono a ingresso libero.
Protagonisti
La manifestazione coinvolge personalità del settore a livello italiano: tra gli sportivi spiccano le Nazionali di calcio amputati e pallavolo sorde con i rispettivi allenatori e l’atleta pluri-medagliata paralimpica Monica Contrafatto, dalla società civile arrivano tra gli altri i “travellers” Danilo Ragona e Luca Paiardi e il regista Fabio Fasulo con un documentario sulla disabilità, dal settore della comunicazione saranno presenti noti giornalisti come Franco Bragagna della Rai e Doriano Rabotti del Resto del Carlino.
«Questo Festival rappresenta per noi una sfida elettrizzante – fa sapere lo staff organizzatore guidato da Barbara Fontanesi, Franco Cosmai, Massimo Merighi e Moreno Michelini – perché per la prima volta nella provincia modenese si organizza un’attività articolata legata al mondo dello sport inclusivo e delle abilità differenti. Siamo riusciti a coinvolgere numerose figure di spessore nei rispettivi ambiti e siamo sicuri che le esperienze che trasmetteranno ai presenti saranno emozionanti e ricche di spunti, col fine di poter informare le persone su un segmento della società, civile ancor prima che sportiva, purtroppo talvolta non presa adeguatamente in considerazione se non addirittura sconosciuta. E invece i protagonisti che porteremo a Sassuolo sono persone che praticano sport impegnativi e con le stesse intensità e difficoltà dei normodotati, sportivi con medesime problematiche legate alla pratica e alla riuscita delle discipline, con la caratteristica aggiuntiva di costituire spesso e volentieri esempi di vita perché lo sport diventa un mezzo di riscatto e di superamento delle barriere.




