'Ancora una volta ci troviamo di fronte a scelte non condivise e calate dall'alto; in particolare da dirigenti sanitari Ausl incaricati dalla Regione di ridurre le spese sanitarie e guarda caso partendo da un territorio vastissimo, in più punti isolato ed il più fragile, con una bassissima densità di popolazione oltretutto anziana. E' stata definita una necessaria “riorganizzazione” basata sui limitati numeri di visite o accessi al punto di primo soccorso, adducendo come motivazione che il servizio di emergenza-urgenza per il territorio dell'Alto Frignano sia altamente e con sicurezza garantito dall'elisoccorso, dal volontariato e dall’assistenza infermieristica (cercando di convincerci che gli infermieri sulle autoambulanze sono altamente specializzati più preparati dei medici) mantenendo quale unica automedica con medico a bordo per tutto il territorio da Serramazzoni a Fiumalbo, quella con sede a Pavullo'.
'È risaputo che la Sanità Regionale è in difficoltà probabilmente per scelte fatte in passato soprattutto in pianura dove solo a Modena coesistono tre ospedali con distanze minime l'uno dagli altri. Ma la montagna non ha colpe; le scelte di cui parliamo sono sinonimo di una volontà tesa a far si di abbandonare la montagna a se stessa; già stiamo assistendo da tempo ad un progressivo abbandono dovuto alla mancanza di lavoro e di servizi in particolare, se accettiamo in silenzio anche questa “Riorganizzazione” possiamo dichiararci finiti inesistenti'.
'Decreto 2 aprile 2015 n. 70 - aggiunge Maurizio Cadegiani, capogruppo di Minoranza -. Basterebbe leggere questo documento recante la definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera, per far si di capire come la soppressione del Met sia un atto predisposto con impeto e nell’inosservanza degli standard a cui il servizio sanitario suo malgrado deve sottostare. La recente riorganizzazione del Met, si troverà a gestire un territorio complessivamente ampio 689 kmq con poco più di 40.000 residenti, dato questo contrario al Decreto n. 70, che seppur individui in non più di 60.000 i residenti, indica perentoriamente una superficie asservita non maggiore ai 350 kmq.



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